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NUOVO CORSO AGGIORNATO ED EVOLUTO
DA REBLOG.1 DEL 22.2.2014 PER “NEW ENTRANTS”
(Data di preparazione precedente: 20.9.2013, postato il 3.10.13)
Questo reblog è stato aggiornato e molto implementato rispetto al suo orginale
Titolo: In una realtà vestita da romanzo, l’incontro con la “morte” procede alla 2nda puntata. “Non avrò molto tempo per te”, mi disse “morte”, guardandomi incuriosita. Una curiosità dovuta al tipo di comportamento anomalo che si trovava ad affrontare. Per …
Non avrò molto tempo per te, mi disse la morte, guardandomi incuriosita per il tipo di comportamento anomalo che si trovava ad affrontare. Per un numero incalcolabile di anni aveva avuto a che fare con le stelle, tenendo il controllo del loro stato degenere fino all’asintoto in supernove e fino al momentaneo, si fa per dire, stallo in neutroni, poi erano giunti gli organismi semplici ed infine si era dovuta dare un gran daffare con quelli sempre più complessi ed evoluti fino ad arrivare delle reti neurali di ultima generazione umana. In questa sede aveva riscontrato l’incredibile varietà di comportamento degli organismi di fronte alla sua presenza che sanciva l’ineluttabile fine dell’attività degenere organica in corso. Rari erano gli interventi in cui si doveva presentare anzitempo ed attendere l’arrivo del suo più stretto collaboratore, “l’ultimo respiro”, poi per lei si sarebbe trattato come sempre di un brevissimo attimo di tempo ancora, necessario a chiudere la pratica e passarla agli elementi modificatori di massa. Questi ultimi avrebbero ridotto tutto a particelle elementari fino a raggiungere la vibrante azione delle “stringhe” che sulla base delle supposizioni astrofisiche e cosmologiche attuali, viene situata ad un nanopasso dall’EOS “ObscureRisingEnergy”, l’energia che la rivoevosofia indica come sorgente in se stessa.
Dopo avermi lanciato la sua frase-bordata, da definirsi meglio tramvata, “non avrò molto tempo per te”, sua signoria si trovò di fronte al più anomalo dei comportamenti che si fosse mai potuta immaginare. In sostanza quell’organismo davanti al quale si era presentata per scandirne il turno, non subiva affatto la sua funerea presenza. Il soggetto non si era scucito né il baffo di destra né quello di sinistra, quindi come minimo la morte, se ne incuriosì.
Intendiamoci lei, la morte, ha stretto contatto con tutti gli elementi che governano le attività degeneri organiche e strutturali, quindi è al corrente dell’attività genomica di un organismo momento dopo momento. Anche nel caso di un intervento di alta violenza traumatica, quindi a brevissima terminazione di tempo, la faccenda non cambia perché i principi che regolano l’attività della terminatrice esulano da quelli della matematica algoritmica. Per la “morte” il tempo e lo spazio sono delle situazioni, soltanto delle “variabili di situazione” che assumono presenza in alcuni fattori di questo universo, sulla base di calcolo necessaria alle reti neurali umane che si occupano della struttura organica all’interno di questa stratosfera.
In base a questa sua immancabile conoscenza del mio personale genoma in potente attività degenere e alla mia stretta relazione con esso, la morte sapeva già di cosa si sarebbe dovuta occupare e non era certo quella la sorpresa, quindi fu l’inaspettato atteggiamento a coglierla di sorpresa. Un atteggiamento a dir poco anomalo, che oltretutto lasciava supporre l’assoluta assenza di bluff, quindi stava accadendo qualcosa, qualcosa di nuovo, …e la morte fermò il tempo.
“Adesso devo prima chiarire un fatto. Non da molto ho avuto a che fare con gli AR“RegulatorAgents” e la relazione con il loro centro operativo è divenuta un vero divertimento, perché impostata con l’aiuto del centralinista del CEG“ConsorzioEnergeticoGeni”, un gene di nome “Pilotta”. Sarà quindi necessario dopo questa pubblicazione introdurre uno dei colloqui avuti con gene Pilotta durante la prima telefonata effettuata al CEG. E’ una lunga telefonata che presiede ad altre telefonate tutte molto traenti, per impiegare un termine cosmologico. Lato pittoresco a parte le telefonate nascondono molti dati significativi al collegamento diretto con l’energia. Per quello che sto tentando di fare con il genoma credo sia indispensabile la scelta di una forma che renda assimilabili i dati mediante interesse e divertimento. In questi casi dico spesso che il sistema collettivo, “MCS”, rilascia universi di dati sul “di tutto e di più e di ogni genere”, che non credo si farà caso ad una piccola fesseriola come quella del tentativo di collegarsi all’energia che regola il proprio genoma direttamente e magari anche alla possibilità di farlo sul genoma di un altro organismo. Immaginiamoci come verrebbe bene una messa in scena “teatrale”. Acquisisco dati significativi di giorno e di notte continuamente da tanto tempo e devo trovare il modo di riversarne tutta la quantità che è nelle mie possibilità. Prendetelo come un imperativo dell’EOS stesso per un organismo che si è trovano nel posto dove doveva essere, perché nel campo del collegamento diretto con l’energia, il tempo e lo spazio non posseggono alcun riferimento né hanno alcun significato”.
Ecco cosa accadde dopo, ad una certa distanza.
Senza assolutamente volerlo la mia testa ruotò di scatto senza alcun motivo e lo sguardo si fermò alla sedia di vimini, dove la morte dovendo necessariamente assentarsi lasciò in sua vece nella stessa postazione la sua antiparticella, da non confondersi con il giochetto cosmologico dell’MCS a cui per ogni particella elementare di materia corrispondente un antiparticella di antimateria o materia negativa. La morte elabora le sue antiparticelle dall’enorme capacità di effettuare parallelismi, proprio come potrebbe fare il cervello umano di ultima generazione.
Ormai osservavo la zona in fretta e furia, di sfuggita, tanto per avere il controllo della situazione perché mi ero ormai abituato a quella presenza ferma, silente e in costante osservazione, tanto che ad un certo punto la sentivo intima, come fosse una parte di me, ma in questa occasione annullo la mia precedente fuggevolezza e la guardo di nuovo con maggiore intensità perché qualcosa non mi convince. Mi soffermo sugli occhi, cosa che avevo cessato di fare subito dopo il colloquio del primo evento e…, dopo un attimo apparentemente eterno, gli occhi “i miei”, si sgranano da soli, perchè mi accorgo che oltre lo spiacevole e freddo esterno dei due bulbi oculari “di poco dietro”, qualcosa o qualcuno rideva ma non si trattava di una modalità ridente interna, bensì era più somigliante ad una formidabile sintesi di raggi x, gamma, infrarossi e onde radio messe insieme. Per colpa di una potente traenza entro in quegli occhi con la sensazione di entrare in un pezzo di questo universo lasciato lì davanti a me, oltre quei portali, poi come continuassi ad essere allacciato dagli stessi raggi di quella traenza, mi ci immergo profondamente per essere subito dopo letteralmente strappato via da uno scossone.
You will say, that imagination!.. but in reality these feelings were actually incurred, obviously not so theatrical, but are related, like everything else that lived.“Direte, che immaginazione!… ma…”
Come proveniente da una immensa profonda massa liquida, distinta, un sottosuono assume la forma logica, coerente e ben scandita di una voce: sono io, non te ne sei accorto?
Respiro profondamente mentre la guardo e la morte si accomoda meglio sulla sedia di vimini dicendomi: ho un attimo di pausa per quanto possa apparire assurdo che l’abbia, quindi mi sono fatta un regalo e sono venuta a trovarti direttamente. Poi quasi sconfermando l’idea del regalo che mi aveva momentaneamente rilassato, proseguì dicendo che non aveva comunque tempo da perdere e…, interrompendosi con una breve pausa si accomodò meglio inarcandosi indietro mentre mi scrutava con uno sguardo, ora, divenuto inespressivo. Le sue parole e il modo che aveva impiegato nel pronunciarle mi causano un improvviso, lungo ed ampio brivido sulla schiena, per tutto l’asse della colonna vertebrale. Ho come la sensazione che mi scendano alcune gocce di sudore rosso-sangue, poi l’addestramento di anni ed anni si allinea su quello del pur giovane software della RES e la conoscenza, tutti i dati significativi allineati e congiunti assunti dalla mia rete neurale, mi inonda e in una frazione di attimo elaboro che non ci sono problemi, “la morte sta li e li rimane”. La mia riflessione continua e indica che non potrà alzarsi da quella sedia in altro modo da quello impiegato la volta scorsa, ovvero lasciando la sua antiparticella in postazione attiva. Mi sento rinfrancato e potente e a quel punto mi apro ad uno splendido sorriso e la saluto con calore, poi gli punto il dito indice sulla linea del viso, che ho ormai appreso ad apprezzare e gli dico: “non ti abbraccerò e neppure ti stringerò la mano, perché come certamente saprai sono un malato autoimmune e un implacabile igienista e…, appunto, non sarebbe per niente igienico”. La morte sembra apprezzare la mia ironia, poi libera le sue mani posizionando la falce nell’incavo all’angolo della stanza e continua una conversazione di tipo sottosonico osservando che sono in linea con tutto quello che sta avvenendo e che mi implementerà di dati, indicando qualcosa circa gli AR.
Le mie orecchie si pizzano e incalzo con… che hai a che fare con gli AR, morte, rendendomi subito conto di quanto elementare sia quella mia reazione. Altroché se la morte ha a che fare con gli AR.
Sai bene, incalza la morte, che il mio rapporto con i AR degli organismi è tanto intimo quanto quello che un elettrone può vantare con il suo positrone, quindi ho sempre tutti i dati che mi servono, a tempo zero, e conosco tutto quello che hai combinato al CEG, il consorzio energetico dei geni, e delle tue conversazioni con l’attuale centralinista, gene Pilotta non mi manca neppure una virgola. Conosco tutte le modifiche che hai e che continui ad apportare nell’ambito del consorzio, letteralmente coadiuvato da quelli che tu chiami rivoevosoficamente gli AR, “geni regolatori” che si trovano in quella consistente parte del genoma che veniva in precedenza considerata spazzatura dall’ENCODE, l’organizzazione genetista mondiale dell’MCS, la mente collettiva di sistema, che con i suoi ingegneri si occupa del genoma umano. Tutto questo mi ha subito generato un conflitto di interessi ma, pur se a collo storto, li ho digeriti ed ora mi sembra addirittura divertente vedere che la storia continua.
A questo punto prosegue la morte, posso mettere le carte in tavola e dirti che per la prima volta mi sono trovata in una condizione di interdizione, perché devi sapere che non ho alcuna possibilità di rivolgermi a qualcuno o a qualcosa. E’ vero, possiedo il completo software dei disegni dell’energia che rappresento e ovviamente conosco tutto quello che c’è da fare, ma in questo caso, e sarà la prima ed ultima volta, devo attendere in un modo inconsueto. Vedi…, non si tratta semplicemente di attendere, ma il fatto è che mi sfuggono i parametri dell’attesa e quando in passato è accaduto qualcosa di simile, durante particolari frangenti di potere personale di un organismo umano oppure di eventi energetici di natura stocastica, che quindi neppure da me erano scrutabili alla prima occhiata, si trattava pur sempre di un disegno il cui spostamento non poteva che essere lieve, diciamo una linea che comunque si sarebbe mantenuta nei pressi. In questo caso invece, intendo il tuo, mentre guardo dove è corretto che guardi, vedo una nebbia che ostacola la visione e se per un attimo mi sembra di intravedere la soluzione, l’attimo dopo i miei dati perdono significatività entrando in uno stato caotico. Come tutto in questo universo, si tratta sempre di un processo stocastico e so bene che la linea c’è, non può non esserci, e magari è proprio lì sovrapposta ma scolorita e non visibile subito, quindi prima o dopo, magari a forza di guardare meglio, la vedrò. Poi come sospendendo questa modalità molto umana, la morte piega lentamente di lato il collo e mentre il suo sguardo diviene vitreo, conclude: comunque l’anomalia energetica rimane.
Then suspending this mode as much human, death slowly by bending the side of the nech takes on a look of stone and concludes: however, the fault energy remains. “Poi come sospendendo questa modalità molto umana, la morte piegando lentamente di lato il collo assume uno sguardo di pietra e conclude: comunque l’anomalia energetica rimane…”.
A quel punto interrompo il soliloquio della morte e la esorto a sospendere l’imponente somministrazione di cibi carichi di luteina e zeaxantina, necessari a fargli vedere bene tutto, cosicché la sua visione, potesse di lì in avanti, perdere nitidezza. Il consiglio, proseguo, viene dal fatto che “se addirittura tu hai qualche ragionevole dubbio, morte”, allora sarebbe opportuno che modificassi quello hai fatto sinora. Naturalmente le mie indicazioni andranno elaborate per essere tradotte dalla linea organica a quella inorganica di cui fai parte. Se dovessi proseguire su questa linea di consigli ti indicherei una alimentazione ricca di pane, pasta, pizza e dolci con un massimo di cinquanta di grammi di proteine tra nobili e meno nobili al giorno, tanto per minare del tutto la tua attuale stralunata lucidità. Continuando il gioco, assicuro a “morte”, che se mi assumesse gli garantirei una validissima collaborazione, visto quello che ho dovuto fare in oltre 40 anni per rallentare l’attività degenere del mio organismo. Inoltre lei non può non essere al corrente della montagna di dati che ho accumulato in questa area di sopravvivenza con il monumentale addestramento di natura triplice che ho dovuto mettere in atto per decine di anni: strutturale, organico ed energetico.
La morte mi guarda scuotendo lentamente la testa e mi ricorda che non ha mai riso prima, quindi non lo farà neppure ora, poi mi tranquillizza dicendomi: non ti preoccupare inutilmente perché al momento il processo che ti riguarda è stato sospeso. Ho assunto, mi dice, l’indicazione di lasciare del tutto la postazione, ma di tenermi pronta per una entrata improvvisa quando divenisse opportuna. Cosicché smettila di cercare di esorcizzarmi, come dicono spesso nella tua zona organica.
Per quanto riguarda l’entrata improvvisa avrei voluto dirgli, “non potresti andare a farla da un’altra parte?”, ma mi fermo sul suo sguardo, ormai sempre più intimo, dovuto alla massa di in.form.azioni che mi ha trasferito in DACS.cde, dati rivoevosofici significativi accumulati di conoscenza specifica al collegamento diretto con l’energia di cui è parte.
“Rivoevosofia insegna che i DACS.cde sono tutto quello che serve in questo universo per evolversi energeticamente come individui e questa somma di conoscenza non ha nulla a che fare con i prodotti di massa che vengono indicati necessari per ottenerla. La genialità, l’intelligenza, la capacità, il potere e l’importanza personale della grandezza dell’io, non hanno “gripe” sui DACS.cde. Il software rivoevosofico è del tutto assente dal duplice sistema meritocratico e demeritocratico, perché impone ad ogni fattore l’evoluzione e mai l’errore e anche se non si tratta della stessa logica, si allinea all’idea della sezione scientifica dell’MCS, che vive di rivelazioni che obnubilano tutto quello che viene paventato in precedenza”.
Avrò tempo per sviluppare tutti i derivati dovuti alla sua presenza e al suo contatto. Quello che devo considerare riguarda il toto degli eventi che hanno portato a questa sua tipologia di interruzione, quindi tutto quello che l’ha determinata. Dentro questo sacco si trovano DACS.cde pesanti perlomeno quanto la massa prodotta da una stella di neutroni e avrò un bel daffare per alleggerirli fino ad una densità pari a quella del pianeta dal quale sono derivato, la sola densità di possibile assimilazione.
Avrò sicuramente a che fare con gli agenti regolatori e con il centralinista Pilotta del CEG, consorzio energetico geni, che ovviamente avranno già assunto la comunicazione in diretta energetica, ma come vi ho accennato tra non molto arriverà un post sulla prima telefonata fatta al centro con il divertente e attrattivo dialogo avuto con il centralinista Pilotta. Fu molto divertente l’evento di questa prima chiamata ed iniziò una conoscenza che proseguì poi in altre successive telefonate. Come già ho accennato si tratta di una divertente teatralità ricca di DACS.cde che potrebbe essere utilizzata in futuro.
A presto.
ATTUALITA’: Questa mattina proprio mentre mi irroravo alla SCCR “SolarConcentric CircleRadiation”, la radiazione solare dei cerchi concentrici del doppio sole, ripensavo alla puntata di “curiosity” del programma televisivo di “Focus”, dove un giovane scienziato astrofisico indicava nuove teorie sull’esistenza di altri universi, scaturite dalla possibilità che dall’altra parte di un buco nero sia presente un buco bianco. L’esempio veniva da una bottiglia di plastica piena di acqua rovesciata che lasciava roteare l’acqua in uscita e un’altra bottiglia vuota congiunta alla prima dall’altra parte che la raccoglieva. Lo scienziato evidenziava in questo modo le due forze in cui la prima forza collassava roteando l’acqua verso l’altra bottiglia posta sotto, mentre l’altra forza nel raccoglierla la espandeva allargandola sui lati del recipiente. Due espressioni molto distinte di una forza unificata, la prima di contrazione e l’altra di espansione, che a detta dello scienzato simulavano perfettamente un buco nero che collassava ogni cosa al suo interno, anche la luce che fosse arrivava al suo orizzonte degli eventi e al tempo stesso un buco bianco che si trovava dall’altra parte il quale avrebbe espanso proprio come la bottiglia situata sotto, tutto quello che precedentemente collassava ad una velocità enormemente superiore. Venivano così espresse con due bottiglie di acqua una piena e una vuota che la raccoglieva, le due forze fondamentali dell’universo. La prima forza, quella che tiene incollate le galassie e la seconda quella che le allontana tra loro ad una velocità superiore a quella della luce. Lo scienziato dopo la prova pratica andava nella direzione di voler a tutti i costi provare la teoria in cui dall’altra parte di un buco nero c’è un raccoglitore “buco bianco”, quindi un altro universo. La sua teoria porterebbe sulla strada di una ulteriore teoria basata sul multiverso. Poi veniva indicato, poiché si trattava di teorie, ognuno può sposare quella che desidera.
A parte il fatto che la cosmologia indica come l’energia che entra in un buco nero venga riemessa come quasar e blazar, galassie attive che presiedono alla nascita di nuove stelle, lo scienziato trovava tutte le sue idee mentre si impegnava strenuamente con il fisico su una panca di sollevamento pesi. Indicava questo metodo utile per fermare la mente e raggiungere i dati significativi di un argomento su cui era concentrato. Questa mattina mentre mi irroravo alla SCCR, ripensavo a questo e al fatto che dati utili provenissero dal mettere in campo l’energia disperdendola dal corpo fisico.
Rivoevosofia è un software che tra l’altro indica come assumere energia collegandovisi direttamente. Quando si assume energia dalla SCCR lo si fa con ambedue i corpi separati e simbioticamente connessi. Ambedue il corpo fisico BOSN e il corpo neurosensoriale HISB situato davanti a poca distanza osservano la stella, la sdoppiano e ne assumono l’energia mediante i cerchi concentrici e le due strisce di fotoni che si allungano verso il basso fino ai fruitori, i due corpi del cacciatore di DACS.cde. Proprio in questa occasione di assimilazione dell’energia, accade solitamente, che vengo immerso di dati significativi, dei quali solo una parte riesco a riportare e a riversare.
Le due forze messe in azione dalla rotazione dell’acqua che passa da una bottiglia all’altra, sono la gravitazione e la forza di espansione di questo universo. Rivoevosofia indica ai suoi cacciatori che questa forza è duplice ed è possibile, impiegando un nome come un altro, circoscriverla come forza oscura gravi.traente “FO.gt”, quindi che spinge, collassa, attrae ed espande in un tutto unificato. La forza del cosiddetto big bang e quella di una supernova che prima collassa, poi esplode espandendo una immensa energia è sempre questa stessa forza in azione. Una forza derivata da un punto inimmaginabile che non ha origine e che sorge in se stessa. Rivoevosofia la indica come EOS“ObscureRisingEnergy”.
Rivoevosofia insegna i principi necessari all’utilizzo di questa forza duplice e di molte particelle elementari dentro e fuori massa da lei derivate. Questi principi portati nelle pratiche di tipo fisico che vengono effettuate contemporaneamente tra i due corpi, quello fisico BOSN e quello neurosensoriale HISB, donano al cacciatore una incredibile potenza strutturale in ogni settore osteomioarticolare che lo fanno durare a lungo, quanto non si potrebbe neppure immaginare. I principi di questa forza sono anche protettivi dai disagi che potrebbero occorrere durante il suo impiego, ma non ci possiamo dilungare oltre, perché tutto questo ha necessità di essere sviluppato gradualmente lungo il corso di addestramento rivoevosofico che sta avvenendo con il “reblog”.
MEMO FISSO: Sono stati riversati e pubblicati dati in evoluzione costante e proprio per le oggettive difficoltà di assemblaggio dei dati dovute a questo fatto si sta procedendo a rebloggare e ad aggiornare. Sia i lettori-cacciatori di precedente corso che quelli in arrivo si potranno giovare di questo arretramento che comunque manterrà un costante collegamento evolutivo con questa pagina di attualità.
INDICE VALUTATIVO PRATICHE ENERGETICHE: L’aggiornata e implementata pubblicazione di base presenta dati significativi su futuri contatti con il proprio genoma. Lo fa nella forma romanzata della seconda puntata dell’incontro con la “morte”. I DACS.cde, dati accumulati di conoscenza specifica al collegamento diretto con l’energia e sull’EOS“ObscureRising Energy”, sono sempre centrali sugli argomenti.
Queste parti dell’indice valutativo di ogni “reblog” potrebbero essere confezionate per avere una mappa di recupero dati dell’intero insieme. Vengono redatte per facilitare il compito del recupero di dati continuamente frammentati. Già venne spiegato che Rivoevosofia entrando nel blog tratta le esperienze che vengono continuamente effettuate, giorno dopo giorno, quindi non c’è altro modo che andare a caccia di dati e questo reblog elaborato così ne è l’opportunità.
To be continued









