RES – Post n.13 del 15.10.2013 – (2 p.) – PRIMA PARTE


TITOLO: Il neurosenso della generosità energetica: un fattore molto conveniente per la conoscenza che ne deriva. L’intervista al Prof. A.Zeilinger sul fenomeno del “beaming” il teletrasporto alla StarTrek del capitano Kirk, poi un’esperienza…

SEGUE TITOLO: …personale a seguire delle prime pratiche per il corpo neurosensoriale esterno: due dimensioni vibrazionali differenti possono occupare lo stesso spazio? Infine la terza tavola RES con il solito breve commento.

PRIMA PARTE

Ripeto una parte del titolo per darvi una risposta pronta. Due dimensioni vibrazionali differenti, quella del corpo fisico e quella del corpo esterno neurosensoriale, possono occupare lo stesso identico spazio, mantenendo le loro rispettive presenze? …ma certo, ma certo. Troverete un’esperienza personale sull’argomento più avanti, fatta proprio in funzione delle prime pratiche che sono state somministrate nel precedente post. A chi le avesse già iniziate, dico di fare un salto a quando avessero rinfoderato le mani del corpo neurosensoriale esterno negli equivalenti foderi fisici. Potrebbero ricordare che per un attimo hanno avuto la neurosensazione di avere quattro mani e quattro braccia, quelle fisiche ferme e quelle esterne in movimento. Se fosse successo è solo una piccola cosa…, una piccola cosa, e vi attende molto, di più, un poco più avanti.

Adesso parliamo del neurosenso della generosità energetica, perché personalmente ho riscosso ogni grano di conoscenza rivoevosofica in DACS, proprio mediante l’applicazione della generosità energetica, ma vorrei dirvi che non è un fattore che si deve cercare, perché quando ci si invola verso la direzione dell’evoluzione energetica individuale, non è possibile fare diversamente e si inizia a dispensare quello che si raccoglie a tutti i propri simili, a piene mani e proprio questo fatto consente a chi dona di evolversi rapidamente al collegamento diretto con l’energia. Come un serpente che si mozzica la coda,  quando si acquisiscono DACS, proprio mentre questo accade si pensa a come donarli, e a chi, e in che modo, e mentre si fa questo giungono nella stessa seduta od occasione, altri DACS, accade proprio in questo modo.

Adesso è necessario dilungarsi un poco su questo neurosenso della generosità, proprio perché il neurosenso acquisisca gradi di intensità superando il fattore logico. Funziona così in Rivoevosofia: il ragionamento è in azione e la logica deve essere saturata. Quando la logica arriva energeticamente al suo limite asintotico, si attiva l’intensità del suo neurosenso specifico che effettua il primo salto in quella direzione, poi proseguirà aumentando i gradi di intensità, senza per questo eludere l’attività di partenza che sarà sempre nelle mani della logica ragionata, la quale potrà contribuire raffinando la sua capacità di insinuazione.

A volte ho visto individui capaci di poca logica ragionata e anche molto grezza, andare subito ad intensificare il neurosenso specifico ottenendo risultati dove altri più dotati di logica, stentavano. Va detto per giustizia che quello che a volte si raccoglie nell’immediato, successivamente si paga con un inevitabile rallentamento. Infatti ho anche visto gli stessi individui venire raggiunti da quelli che in precedenza erano restati al palo. Comunque tutto questo rivoevosoficamente non ha senso, neppure logico, perché i disegni dei fattori evolutivi individuali sono al di fuori della portata umana e se ho voluto indicare questo tipo di aspetti, è stato solo per aumentare il budget di dati significativi di questo argomento.

Ho sempre osservato in passato che la più alta somma di convenienza nelle attitudini della specie umana in evoluzione biologica, fosse quella della generosità. La generosità è sempre un profitto e una convenienza di cui in linea di massima beneficia chi la fa e parlo ovviamente di quella indicata come senza secondi fini, perché quella diretta ad ottenere un punto di primo ingaggio, non possiamo definirla generosità, perché è a scopo di primo baratto. Poi c’è la generosità subdola, etc. e comunque è insito nell’energia della specie occuparsi di sé, ma l’evoluzione gradualmente insegna gradi più elevati di questo neurosenso che alligna appena la generosità ragionata viene oltrepassata evolutivamente.

Volevo dirvi, dopo questa presentazione che la generosità energetica è la più evoluta e da questo alto grado di intensità del suo specifico neurosenso che presiede a questo tipo di generosità, si possono vedere chiaramente i benefici che esso arreca.

In fondo, è semplice, perché basso tipo di generosità, bassa risposta, alto tipo, alta risposta, è nella legge degli eventi, mi sembra logico e molto ordinato.

Quindi siate generosi sempre e se non è conveniente in un atto di bassa levatura, è però conveniente nel complesso dell’evoluzione, perché vi evolverete dal vostro punto di stazionamento più rapidamente. Poi mentre salite sulla scala di questo neurosenso, diverrà sempre più facile applicarlo e sempre più producente.

neurone illustration

Ed ora eccovi l’esempio che volevo presentare

In questi ultimi cinque anni, per ben tre volte pensavo di aver ultimato il mio personale percorso e ne avevo, ogni volta, buona ragione, quando una nuova direzione congiunta ad un aumento di energia, mi si riproponeva davanti ed ora eccomi qui al blog, che sto appena iniziando a metabolizzare. Proprio oggi l’informatico che mi viaggia accanto, che ha un’esperienza profonda della psicologia del blog e della comunicazione web, mi ha trasferito per immagine una strisciata di eventi, e la con.figurazione che ne è nata mi ha aperto un ulteriore lungo cammino. Ho assorbito da lui che quello che ho iniziato non è una passeggiata, specialmente conoscendo che verso certe direzioni sono votato all’ultimo respiro.

Questo fatto, che ho chiuso immediatamente, non ha sortito l’effetto di spaventarmi, perché ho una profonda esperienza e quindi una grande massa di DACS sul neurosenso della generosità. Il neurosenso della generosità che riguarda la conoscenza rivoevosofica per l’evoluzione energetica della specie umana, è il più grande affare che un individuo umano possa con.figurare durante la sua presenza organica. La mia personale evoluzione individuale energetica si è avvalsa di questo neurosenso sulle persone che ho già formato e credo già in questi post di aver indicato che mentre effettuo le mie pratiche energetiche la rete neurale di tutto il corpo è impegnata ad estrarre dati utili a tutti quelli che mi sono vicini perché possano raggiungere il loro più intenso benessere dato dalla conoscenza, fatto che in questo nostro universo è tutto. Vi basterebbe vedere gli occhi mezzo sognanti e la faccia da rimbambiti degli scienziati astrofisici quando esprimono i loro pensieri sulla base delle scoperte che vanno facendo. Sono come inebriati e anche se non se ne rendessero conto sono generosi nell’elargire a piene mani la conoscenza di cui usufruiscono e alcuni di loro danno l’impressione che da quel momento in poi potrebbero anche morire, perché hanno avuto abbastanza. Però è un conto parlare di pizzilluccheri conditi da qualche emozione, e sommersi dalle PISC, previsioni, ipotesi, supposizioni e congetture, e un conto è produrre energia da un collegamento diretto e lavorarne il contenuto in tempo reale, allo scopo di poterlo somministrare ai più vicini innanzitutto, poi a quelli più in là e poi a quelli più in là perché provvedano con altrettanta generosità ad espandere quell’energia, proprio come agisce l’energia oscura di questo universo che mette tutto in formidabile espansione facendo viaggiare pianeti e stelle a milioni di chilometri orari.

Quindi, mi sto occupando di voi e non importa dove siete, quanti siete e cosa fate, perché è quel voi la cosa importante. Il voi di cui vi parlo è un contenuto di conoscenza rivoevosofica a disposizione della vostra individuale evoluzione energetica ed è un’energia che vi comprende e va al di là di voi, compreso me. In pratica vi sto dicendo che dal momento che acquisite una particella di conoscenza, se la divulgate senza avere necessità di condividerla, quindi senza cercare un riscontro alla vostra azione, la vostra incedenza (aiuto… non è indecenza, attenzione!) evolutiva entrerà in accelerazione.

Ora forse state già entrando nel profilo energetico dei neurosensi, quell’energia che assume le logiche e ci spara tutti verso quest’infinito universo di energia, proprio poco oltre questa sfoglia di claustrofobica cappa di luce, così fondamentale per i nostri organismi, ma un vero ostacolo dal momento che ce ne dobbiamo liberare per evolverci alla conoscenza dell’energia: i DACS rivoevosofici. Ormai i DACS si stanno delineando per il fatto che viaggiano sulle ali del loro specifico neurosenso. Tra non molto in un prossimo post, porteremo delle in.form.azioni su di loro più allargate e definitive.

Parlando del neurosenso della generosità, proprio questa mattina verso le 07.00, ho dovuto affrontare dei problemi di infiammazione ad un’anca che rendevano totalmente nulla la circolazione della mia gamba sinistra, quella dove il mio polpaccio è assente di un gemello. Sono andato sul divano e ho iniziato a somministrare l’elettromagnetismo a forza di wormholes”, poi sono andato alle mie stazioni di rifornimento energetiche, che come sapete sono sia all’interno della stratosfera che all’esterno, non più lontano di due o 300 parsec, qualche migliaio di anni luce. Si tratta di 2 stazioni interne e 3 esterne, ma avremo modo di parlarne quando entreremo in quelle pratiche.

Quando sono rientrato dalle mie escursioni di rifornimento mi sono diretto al divano dove il mio corpo fisico BOSN“BodyOrganicStructuralNeural era nel suo beato immobilismo, ben cosciente e spesso mosso dalla rete neurosensoriale collegata al corpo esterno HISB“HighIntensitySensorialBody in contemporaneità. Però questa volta non sono rientrato come al solito con la solita scossa brividosa di immissione, che vi avviso non è nulla di che, e quando vi accadrà non vi ci fissate, perché gli eventi neurosensoriali sono solo quello che sembrano e niente di più, quindi non vi ci emozionate. Durante la mia lunga pratica ho sempre sentito di orientalisti che si perdevano nei brividi dei chakra, nella potenza delle sensazioni interne come era da loro spesso indicato. Con la Rivoevosofia non si cercano le magie e non le si fanno, si produce energia e si va a quel collegamento.

Cosicché sono rientrato in altro modo, senza unificarmi subitaneamente come al solito e rimanendo staccato dal corpo fisico, pur dentro di lui. Ho tenuto le mani del corpo sensoriale fuori dal corpo fisico, proprio come vi avevo somministrato nel corso delle prime pratiche nel post precedente. Però visto che venivo dall’esterno avevo la rete neurosensoriale di tutto il corpo esterno completa e connivente con il corpo fisico di cui occupavo quasi interamente lo stesso spazio. Ho fatto tutto un genere di cose e riflettevo come mi trovassi chiaramente in due dimensioni vibrazionali differenti, cioè presente allo stesso modo nelle due dimensioni vibrazionali. Pensate due dimensioni vibrazionali in cui i dati possono essere scambiati, e parlo delle proprietà, le quali però in questo caso coinvolgono anche la materia del corpo fisico, perché, pensate un po’, riescono a far regredire le infiammazioni, e tanto altro ancora che è tutto lì da scoprire. Questo fatto che vi narro, dovete tenerlo presente quando nel fenomeno del “beaming”, il teletrasporto dei dati da un fotone all’altro effettuato dall’equipe del professor Zeilinger, si parla di trasferire le proprietà e non la materia tra i due fotoni posti ad una certa distanza tra di loro. Sono stati i primi passi scientifici sul teletrasporto precorsi dalla fantascienza dell’astronave Enterprise del capitano Kirk e del vulcaniano Spock.

Vi dicevo che stavo elaborando quei dati sul divano al mio rientro, perché ero in quel momento in memoria delle prime pratiche che vi avevo somministrato, quindi stavo pensando a voi e a come passarvi altri dati intriganti che vi spingano al collegamento diretto con l’energia. Quando faccio queste cose con il neurosenso della generosità, ovvero quando agisco così, mi torna nell’immediato un aumento di DACS e di conoscenza che non entrerebbe se lavorassi soltanto per me. Quindi occupandomi dell’evoluzione di tutti quelli come me, mi alimento e vado in ulteriore evoluzione anch’io. Solo aggregandoci come individui energetici si va all’energia come individui e non come collettivo e in tutto questo vive il neurosenso della generosità, la più elevata somma di energia in uso per correre all’energia.

Nella controparte biologica la funzione generosità agisce come sapete e va bene così, come è bene che l’aggregazione in quella fascia avvenga in qualità di collettivo e che accada tutto quello che vedete, proprio come lo vedete e lo sentite. Gli organismi debbono nascere, tanti, e morire tanti, senza regole, senza logica, per evolversi oltre la biologia. L’avventura dell’evoluzione biologica vista come una guerra è solo un mostruoso eufemismo in rapporto a quello che è realmente, ma soltanto perché le reti neurali umani sono nelle mani dell’MCS. Quando un individuo si libera dalla parte nociva del sistema mentale collettivo si definisce un cacciatore rivoevosofico e quel mostruoso eufemismo costruito dalla mente collettiva per disperdere l’energia della specie umana, per lui, non ha più alcun significato: egli ringrazia per la spinta a non fermarsi mai e procede a produrre conoscenza energetica per sé e tutti quelli simili a lui. Infatti, cosa ci dovrebbe mai fare con tutta quell’energia risparmiata incamerata dalla fine dei suoi pati.mente? Inoltre con la premessa e la promessa che proprio lì davanti ai suoi occhi sono disponibili una imprecisata quantità di stazioni di rifornimento energetico, per quando volesse volare oltre la sua più sfrenata immaginazione.

Ci vediamo alla seconda parte.

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