Titolo generale per le due parti: La morte, si parla di lei, ma questa volta non è qui e sono riflessioni e considerazioni in cui è comunque la protagonista principale, poi subito dopo arriva Gene Pilotta…,
Segue titolo delle due parti: …il centralinista del CEG “Consorzio Energetico Geni”…, nulla di più simpatico… ma le in.form.azioni no, quelle sono una vera rivoevoluzione energetica e si tratta solo della prima interazione telefonica. Infine ancora qualcosa sulla “pulsar delle vele”, di cui purtroppo nemmeno ora sono riuiscito a postare le foto indicative, ma in questa direzione ci sono ancora tanti dati da assumere e come per ogni cosa ci vuole tempo.
PRIMA PARTE
Prima di passare all’argomento del titolo, voglio darvi un’anticipazione della “pulsar delle vele”, che come vi ho accennato nel post precedente è la mia seconda stazione di rifornimento. Con questa foto vi indico che la prima sosta da farsi sarà proprio ad una certa altezza del lungo getto tipo “quasar” che l’attraversa. Dobbiamo elaborare molti dati prima di con.figurare tutte le aree di rifornimento e le modalità (le MEC, le mappe) per utilizzarle, ma lo sto continuamente facendo e in virtù di tutto questo, tra l’altro, posso stare con tutti voi, quindi tutti quelli che ne assumeranno i dati faranno con essi quello che desiderano, ma non ci saranno mai impossibilità a fare quello che presento e si tratta soltanto di iterare e avere pazienza, proprio come quella che tutti mettono quando devono raggiungere un risultato. Cosa vi risulta che hanno fatto, la maggior parte di voi, nel lungo iter di apprendimento scolastico e quante cose che non vi serviranno mai avete dovuto apprendere? Ora potete scegliere cosa fare o non fare, ma fatelo dopo aver assunto dati energetici nuovi, perché è solo salutare. Non sono riuscito a postare le due foto della “pulsar delle vele” che dobbiamo tenere a mente, ma conto di farlo appena sarò in grado. Si tratta di una sorgente galattica di onde radio, che si trova a circa 958 anni luce dal sole e viaggia a circa 1200km. al secondo, ma prima di accennare alle altre stazioni di rifornimento dobbiamo attendere e dare la precedenza ad altre in.form.azioni che come abbiamo presentato nel titolo riguardano il rapporto energetico rivoevosofico con il genoma.
Eccoci qui, per la partenza di questo post e se vi ricordate, nel post n.3 del 20 settembre, quello riferibile al secondo incontro-confronto con la morte, lei la falciatrice accennò al suo intimo collegamento con i GR, geni regolatori. Disse di essere in una intimità con loro, tale da paragonarsi a quella concernente il rapporto tra un elettrone e un positrone, ma forse quello era addirittura un eufemismo, poi mi disse anche che conosceva virgola per virgola quello che avevo fatto e stavo facendo a quel livello energetico, ma non era un monito, semmai un ulteriore motivo per lei di iniziare a vedere le cose umane da un altro punto di vista, rispetto a quello intensamente stereotipato dal lungo tempo di stazionamento nel paradigma dell’evoluzione biorganica. Stava osservando nella Rivoevosofia i primi passi dell’evoluzione energetica e stava osservando dei rapporti diretti tra organismo ed energia a cui non era abituata, diciamo che non aveva mai ancora potuto osservare in questo universo…, e si che lo aveva girato, e lo continuerà a girare in lungo e largo, sfrecciando ad una velocità che solo nel semplice pensare, “da far impallidire la luce”, si proporrebbe un mostruoso eufemismo.
La morte inizia con l’universo ed è parte della FO.gt, forza oscura gravi.traente, quella che tra l’altro mette in espansione tutto questo universo e che non ha velocità di alcun tipo, ma solo presenza quando serve e dove serve, come dire che se serve essere lì, è lì, quindi la misurazione della velocità e del tempo non sono semplicemente obsoleti, ma impropri.
Quando questo universo passò dalla pura immensa energia della FO.gt alla materia, la morte era lì, proprio lì, presente al primissimo momento di creazione della forma. Se non ci fosse stata lei, quel primissimo momento di creazione della forma, con a seguire questo universo, non sarebbero mai stati, mai nati e il big bang, bhe…, ma che cos’è? Potrebbe essere, forse, come effettuare lo sfregamento di un cerino per accendere il gas e prepararsi da mangiare, e pretendendo di dire che tutto ciò che esiste parte da lì, dallo sfregamento del cerino, ma forse c’era qualcosina prima non è vero? Le storie dell’MCS sono veramente fantastiche per come sono languide in certi casi, e per come sono ai limiti della massima pertinenza in altri.
Insomma, la morte…, la morte, una presenza, per me, di benessere che va addirittura in accelerazione, dal primo rapporto diretto che ho avuto con questo tipo di energia. Un rapporto nato da una scelta precisa, quella di varcare la linea dell’evoluzione biologica, …quella di non pretendere più nulla da questo paradigma che l’MCS guida con tanta perizia.
Avevo scelto la prima foto della morte che la mostrava composta e gradevole tanto che è un vero conforto per me portarla in continua evidenza nella mia rete neurale, poi avevo aggiunto altre due immagini che la ritraevano ad effetto terrifico con sullo sfondo fenomeni sia di forze naturali terrestri che dell’universo. Anche questo foto non le ho potute mandare, quindi vi do soltanto l’idea di quello che volevo fare.
Ora ascoltatemi, quello che presento di visionario è energeticamente avvenuto e continua tecnicamente ad avvenire. Tutto nasce dai tentativi che vengono effettuati per avere un collegamento diretto con l’energia e come già accaduto in altre situazioni, sono stati composti i parametri di comportamento necessari ad ottenere il risultato cercato. Tutte le storie rivoevosofiche raccontate con l’ausilio e le modalità della mente collettiva di sistema, l’MCS, hanno l’arrosto celato sotto una coltre di fumo. Si tratterebbe della parte di addestramento inutile che diviene utile secondo le circostanze, ricordate…
Queste storie nascondono le MEC, le mappe energetiche di comportamento rivoevosofico, che nascono per dare un punto di partenza sicuro, passo dopo passo, senza vuoti, poi un cacciatore potrà proseguire da solo in completa indipendenza per la formazione di ulteriori MEC fino ad implementarne i gradi di intensità dei neurosensi. Vorrei dire che dopo logica e ragionamento per impostare una linea di azione, si raggiunge un’intensità sensoriale mediante i neurosensi che sveltisce l’acquisizione dei dati significativi al collegamento diretto con l’energia. La logica e il ragionamento fanno sempre partire la macchina, poi questa mette turbo e overboost, ma un post sui neurosensi per approfondirli meglio è in arrivo.
Potrete capire che dopo aver provveduto ai continui rifornimenti di energia di cui ho ineludibile necessità, sia nata l’esigenza di avere a che fare con il genoma. L’MCS con l’ingegneria genetica dei ricercatori dell’ENCODE, sta rovistando in lungo e in largo nel settore con un’informatica computazionale sempre più sofisticata, i cui dati sono rivosoficamente utili, ma il programma energetico del collegamento diretto va in un’altra direzione e la prima telefonata con il CEG, indica proprio questo fatto: andare in un’altra direzione, proprio come, se vi ricordate, quella filastrocca di presentazione che iniziava con:
Quando arrivi a questo mondo, qualcuno ti dice chi sei,
e tu non sei in condizioni di dirgli che lo sai che non lo sei.
Ed ecco ora quello che avevo promesso: la prima telefonata con il CEG, ma per questo andiamo alla seconda parte di questo post, perché comunque il “blog” non me lo accetterebbe per lunghezza. A tra poco.