Titolo generale per le due parti: molte in.form.azioni sulle fantastiche possibilità neurosensoriali a cui conducono le pratiche rivoevosofiche. I varchi di accesso per differenti dimensioni vibrazionali, durata, benessere, energia, tutto disponibile con un collegamento diretto… per tutti, e tante in.form.azioni che rimarranno come “vademecum” durante la successiva continuità organizzata del programma di accumulo di DACS “conoscenza rivoevosofica”. Sono le 04.00 e volente o nolente sono costretto ad andare a caccia di energia. Penso per un attimo al programma televisivo “focus” della sera precedente, perchè hanno presentato un musicista che sta preparando un album sulla base dei rumori delle stelle di neutroni. Parlavano della “pulsar delle vele” dal caratteristico tambureggiare elettrico, che potrebbe anche essere ballato.
SECONDA PARTE
Ho impiegato questa seconda parte per raccontarvi alcune esperienze che capitano durante il percorso di evoluzione individuale al collegamento diretto con l’energia. La prima intenzione era quella di spezzare un momento la continuità di un percorso, a volte impegnativo, con qualcosa di leggero e goliardico, ma sempre interessante. Non mi sembra che sia accaduto questo, perché nel riversarlo mi sono comunque stancato, però se dovesse piacervi, ne sarà valsa la pena e ne varrà sempre la pena e questo è quello che penso.
Dunque tornando al punto, inizio le pratiche di coesione del corpo sensoriale HISB attivando in esso tutti gli WOHO necessari a curare i miei punti fisici danneggiati. Gli WOHO vanno applicati esattamente nei punti che il BOSN indica di trattare, inoltre altri WOHO vengono aperti in punti specifici di convenienza secondo varie motivazioni. Ho sempre osservato che l’applicazione dell’elettromagnetismo (una delle forze più potenti di questo universo strettamente collegata alla FO.gt), per mezzo degli WOHO, diviene molto più efficace ad ottenere la coesione del corpo esterno, quando l’impiego è motivato da problemi fisici. Cosicché mentre si beneficia fisicamente della loro somministrazione al tempo stesso si ottiene la migliore coesione dell’HISB possibile, fatto che è sempre al vertice delle pratiche rivoevosofiche.
Ottimizzato il punto di coesione e stabilmente piazzato all’esterno del mio BOSN che è rimasto in totale abbandono nella posizione di inizio lavori, inizio a muovermi in HISB. La procedura è sempre pressoché la stessa e poiché l’HISB è posto di spalle al BOSN, la prima fondamentale manovra è quella di farlo girare su se stesso in modo da osservare il BOSN. Guardarsi come si è fatti fisicamente, dal corpo sensoriale esterno, non è propriamente come guardarsi in uno specchio e le prime volte risulta sconvolgente e anche confondente, per dire che la confusione cala come un fendente (chiedo venia). Quando osservai ad altri praticanti che la mente gli avrebbe giocato degli scherzi si misero a ridere. Gli dissi che “la subdola”, avrebbe infierito con: ma che stai facendo, ci credi pure a ‘ste fesserie. Sei proprio un boccone. Non vedi che sei ridicolo. Osservai poi che gli attacchi sono molto personali e secondo il soggetto la mente elabora la miglior caduta di tono energeticamente dispersivo per annullare ogni possibilità di un risultato utile. Nonostante tutto questo, è sufficiente continuare a praticare e alla fine ogni fatto negativo si dissolverà e si giungerà alla coesione di cui vi parlo.
Con quella coesione ho fatto varie prove. Quando mi trovo di fronte a me stesso, mi avvicino e inizio a fare dei cambi di posizione, passando dall’HISB al BOSN e viceversa, in modo da consolidare la postazione esterna. Quando questo fatto viene inevitabilmente realizzato, elimina i dubbi alla partenza e ci si incomincia a muovere con questo corpo esterno, pur rimanendo collegati al corpo fisico che rimane nella postazione di inizio lavori. Non sorridete se vi dico che ho un vezzo nell’accarezzare e abbracciare il mio BOSN prima di andarmene.
Mentre ci si attiva all’esterno per fare ogni genere di cosa, la partecipazione del corpo fisico avviene a livello neurosensoriale e sono comunque possibili dei movimenti fisici, senza che accadano interruzioni alle esperienze che va facendo l’HISB in altre dimensioni vibrazionali.
“Stephen Hawking, anni or sono, annunciava che particella ed antiparticella sarebbero rimaste sempre in stretto contatto di dati computazionali, pure se una di esse avesse varcato il punto di non ritorno dell’orizzonte degli eventi di un buco nero”
Voglio dirvi che per quanto tenti di descrivere, mi rendo conto che non sarò mai appropriato. Queste sono esperienze che vanno fatte direttamente e le rilevazioni non sono solo personali ma cambiano da esperienza ad esperienza per medesimo soggetto, dunque considerate quello che vi dico, alla grossa. Un solo fatto è sicuro, si tratta di esperienze che tutta la specie umana ha già in tasca e se non le ha ancora fatte è solo perché nessuno gli dice di farle. Il motivo di tutto questo è relegato al fattore di conoscenza energetica e quella va perseguita costantemente, poi i dubbi e le insicurezze insieme alle indicazioni non direttamente evolutive, dopo aver fatto il loro lavoro iniziale se ne andranno per sempre, statene certi. Va evitato che ogni porzione mentale, compari con le similitudini messe in letteratura dall’MCS, perché ogni precedente direzione intrapresa va da un’altra parte e quando si pratica per ottenere un prodotto nuovo, quindi totalmente sconosciuto, la trappola del darsi o farsi un’idea destina inevitabilmente a perdere l’energia necessaria per raggiungere il risultato.
Le pratiche rivoevosofiche per raggiungere il corpo sensoriale esterno in modo sufficientemente coeso tanto da poterne vivere le esperienze, donano un benessere valutabile solo dalla propria diretta sperimentazione.
Ogni momento passato in una differente dimensione vibrazionale produce energia di cui ne beneficiano i nostri due corpi, per questo motivo quando mi capita di usufruire di uno di questi stati casuali durante le mie escursioni in HISB, non lo interrompo. Questi momenti capitano anche durante un recupero o un abbandono fisico, in cui il corpo si rilassa e le onde cerebrali si abbassano naturalmente. Per tutti, ma specialmente per hunters addestrati alle pratiche rivoevosofiche, in quei momenti si verificano excursus dimensionali in una realtà vibrazionale diversa da quella ordinaria e non si tratta di semplici visioni fuoriuscite dalla propria rete neurale, ma di passaggi che conosce soltanto chi li esperimenta direttamente.
“Ho un’in.form.azione di prima mano avvenuta proprio poco prima di riversarla, quindi in questo momento specifico, in cui ho interrotto il pisolino di recupero. Mentre facevo questo pisolino ho aperto e chiuso gli occhi, cosicché nella retina mi è rimasta per un tempo particolarmente lungo l’immagine della mia terrazza e della zona circostante. Stavo valutando il fatto che l’immagine non svanisse come al solito, quando improvvisamente mi sono trovato a valutare che il mio terrazzo disponesse di una sorta di patio, rendendomi conto che quel manufatto non poteva essere stato fatto nei pochi secondi che erano passati. Ho capito e sentito all’istante di essere uscito da un passaggio in una differente dimensione vibrazionale e a quel punto me la sono goduta, dicendomi “è solo per i miei occhi”. Dopo poco l’immagine si è dissolta come fosse stata quella retinica che avevo ottenuto all’inizio con la chiusura degli occhi, ma in realtà sono rientrato nella mia dimensione ordinaria. Ecco questo è un contatto diretto con l’energia da assumersi come un regalo, un regalo d’energia e al contempo un regalo di conoscenza rivoevosofica da valutare con i DACS”.
“DACS è un acronimo che indica prioritariamente i dati accumulati con scienza, come dire accumulati con un sistema energetico e dunque che indicano una conoscenza verso la direzione dell’evoluzione energetica individuale al collegamento diretto con l’energia. La cognizione di questo acronimo è molto allargata e se ne devono assimilare i dati per raggiungerne il neurosenso rivoevosofico. Un neurosenso rivoevosofico corrisponde ad una capacità immediata di trattare un fatto specifico energetico per gradi di intensità dopo che è stato allestito mediante il ragionamento e la logica. Parleremo dei neurosensi in un prossimo post, ma parlarne ogni tanto sia di loro che dei DACS, da modo di farli entrare gradualmente nel patrimonio dei dati di tutti, parlo dei dati che trattano conoscenza energetica significativa”.
Tornando all’escursione che stavo descrivendo, raggiunto quel punto posso dirigermi dove voglio e la tecnica di base che impiego prevede di percorrere a piedi tutta la casa. Ricordo che le prime volte, mi fermavo in cucina e mi facevo un caffè, prima di andarmene aprendomi un varco per il passaggio ad una differente dimensione vibrazionale, di un luogo già creato, dove avevo già deciso che sarei andato per continuare le pratiche.
Questa mattina mentre stavo preparando la coesione di questo corpo esterno si è aperto un varco di passaggio ad una differente dimensionale vibrazionale, che come vi ho già spiegato in precedenza non deve essere individuato come parallelo. Potremmo chiamarlo “quanto vibrazionale”, se non avessi rivoevosoficamente la necessità di fuggire, dove possibile, dalle stereotipazioni scientifiche. Un varco dimensionale accade sempre quando si va oltre il “sogno comune” ed infatti esiste una linea di demarcazione tra i sogni che vengono normalmente elaborati dalla propria rete neurocerebrale quando deintensifica le onde, e quelli che per effetto di una energia vibrazionale aprono un varco dimensionale. Questi ultimi sono eventi casuali che ci indicano qualcosa di importante, che non viene mai approfondito nella giusta direzione dall’MCS.
Certi gradi sensoriali di essere in postazione esterna, che raggiungono una sufficiente intensità neurosensoriale, producono l’energia vibrazionale necessaria a consentire un varco dimensionale non causale e questo è quello che faccio quando preparo il corpo esterno, il cui acronimo è HISB“HighIntensitySensorialBody”. A questo punto nulla di più logico che, mentre si prepara la coesione di questo corpo esterno, accada che un evento casuale, tipo sogno, si inserisca come per magia. In verità questo accade anche durante le escursioni, gli stazionamenti e le pratiche effettuate con il corpo esterno HISB. Da qualche parte ho anche indicato che portavo via con il mio corpo esterno delle parti di struttura prese dai varchi dimensionali aperti casualmente dal sogno.
Cosicché tornando a questa mattina mentre preparavo la coesione dell’HISB si è aperto un varco dimensionale casuale e mi sono trovato nello stesso posto dov’ero nella realtà ordinaria, con la leggera differenza che dal corridoio della casa filtrava una luce indicando che la porta principale dell’appartamento era aperta. Sapendo cosa stava succedendo mi sono messo, con l’HISB, ad osservare bene tutti i particolari visibili del luogo che conosco molto bene in modo ordinario. Questi eventi insoliti di collegamento diretto casuale con l’energia vanno sfruttati a proprio vantaggio osservando intensamente tutto quello che è osservabile fino a quando inevitabilmente non svanisce nello stesso modo in cui si è presentato. Ricordo che a volte, trovandomi in HISB durante uno speciale stato di intensità energetica, ho potuto prolungare un prodotto casuale di questo tipo con interventi voluti e potevo vedere l’energia andare incontro al mio volere e desiderio, elargendomi in regalo i pezzi di mondo che creava dal nulla dietro mia indicazione, proprio lì davanti e solo per i miei occhi.
Le descrizioni dettagliate di questi fatti divengono sempre troppo lunghe ed inevitabilmente stancano sia chi le descrive che chi le legge, quindi vi dico che ho proseguito e fatto tante altre cose su questo genere per un centinaio di minuti, poi sono rientrato, mi sono potentemente stirato sul letto e alle 05.30 senza dolori osteoarticolari sono andato a fare colazione. Trattare l’energia direttamente dona benessere e vitalità e quando durante le mie escursioni nel corpo esterno mi trovo casualmente oltre un varco in una dimensione vibrazionale, mi dedico ad esso interamente e se mi garba mi prendo qualche pezzo da portare via. Delle volte mi è capitato di portarmi via un animale domestico o un essere umano che ho sistemato in uno dei mondi creati dal mio HISB.
L’HISB è un creatore e questo fatto lo distingue enormemente dal corpo della realta virtuale che si raggiungerà futuristicamente con la tecnologia informatica. Infatti in questo ultimo caso si tratterà di ambienti ad architettura programmata e anche se riuscissero ad applicarvi degli algoritmi generativi, non sarebbe comunque la stessa cosa, visto che quello che accade con il corpo esterno neurosensoriale, accade per varco dimensionale aperto direttamente da un certo tipo di energia vibrazionale. Ho idea che la tecnologia informatica, quando arriverà a questo livello, nel futuro, potrà essere utile in qualche misura al percorso energetico, ma saranno fatti che dovranno essere valutati nel futuro e come sapete la Rivoevosofia non tratta le PISC, salvo farlo occasionalmente mediante la parte dell’MCS considerata inutile, ma utilizzabile secondo le circostanze. Le PISC, sono le previsioni, le ipotesi, le supposizioni e le congetture di cui il software dell’MCS, la mente collettiva di sistema, è intrisa.
Tutti gli esseri umani immaginano a vari pallidi gradi, visualizzano e proiettano, sempre a vari pallidi gradi, perché la loro energia è fortemente decurtata da altre faccende che li riguardano fintanto che sono coerciti dall’MCS all’interno del paradigma dell’evoluzione biologica ma, …non oltre. Quando la specie umana produrrà quelle stesse cose che abbiamo descritto ad alta intensità, diverranno automaticamente creatori di forme energetiche per mezzo della propria rete neurosensoriale e si proietteranno all’esterno con una facilità irrisoria, senza dover attendere l’evoluzione tecnologica della realtà virtuale informatica.
A proposito, vi ricordate il musicista citato nel titolo di apertura, si tratta di un certo Mickey Hurt che ha fatto un album in cui credo misceli il tataratatataratara… della pulsar delle vele con una musica appropriata e anche altre cose. Sicuramente reperirò questo album per utilizzarne il suono preso direttamente dalla pulsar. Ora rammento anche il titolo dell’album che dovrebbe essere “Global Drum Project”. Spero sia esatto, a presto.