TITOLO: Gli wormhole “buchi di tarlo”, entrano in scena, ma non sono quelli della cosmologia astrofisica fantascientifica, sono rivoevosofici e c’è l’arrosto! I due fotoni Ci e Co, letteralmente divorati dalla massa coronale della stella che si apriva come un mantello dalle basse colline, …ma è un trucco, bubussettete arrivano! Più brillanti che mai. Entrano a pioggia le pratiche rivoevosofiche promesse, come debiti. Gli wormhole fanno il loro ingresso rivoevosofico, trattano l’energia direttamente e il loro impiego ha una ben diversa in.form.azione e connotazione d’uso, vedrete… Varchi, portali, tunnel spaziali, tanti nomi con cui coabitare, ma le differenze si srotoleranno lungo il percorso. Iniziano i dati per introdurre come trattare convenientemente il proprio organismo e sarete sorpresi dalla branca che verrà toccata…, poi arriva un’esperienza dalla dimensione vibrazionale del corpo neurosensoriale esterno, si apre un varco e si potrebbe entrare, ma…, e infine arrivano due parti niente male: la teoria di base del comportamento igienico e le pratiche fisiche per il BONS divise tra la seconda e la terza parte. Proprio nel finire si inserisce anche attualità: “solo per i miei occhi”, un collirio da cucina, grande aiuto per il senso-vista del BOSN.
TERZA PARTE
Atttualità
Tutto per la vista, uno dei doni neurosensoriali più preziosi
che l’EOS ha elargito per i suoi organismi.
Proprio in questo momento hanno parlato molto della degenerazione della macula, in televisione, e il più pericoloso sembra essere il fenomeno essudativo. Nella seconda parte avevo già indicato qualcosa circa gli alimenti per gli occhi, in quanto la visione è un fondamento sensoriale al servizio del corpo esterno HISB, quindi la sua efficienza e durata per il sottoscritto è molto ricercata. Ne parlano non perché sia un fenomeno giunto ora, ma per il fatto che hanno trovato delle cure, magari costose, ma efficaci e l’organizzazione dell’MCS propone punture per inserimenti oculari di farmaci e quant’altro capaci di risolvere il problema.
Per questo da molto tempo mi preparo un collirio in cucina. Prendo dei chiodi di garofano, li trito e li porto ad un minuto circa di ebollizione, poi a fuoco spento aggiungo due punte di cucchiaino di Achillea millefolium folium.flos e di Zingiber officinalis, sempre tritate. Lascio decantare il prodotto che si deposita sul fondo, poi ancora caldo lo metto in una boccetta con contagocce e mi ci irroro gli occhi in quantità per due o tre giorni di seguito. Il prodotto va in frigo e mia moglie lo utilizza anche per la pulizia e disinfezione della pelle oltre che per i microcapillari del viso. L’acqua deve essere assolutamente demineralizzata, quindi quella minerale a bassissimo residuo, con la quale si sciacquano bene sia i recipienti di preparazione che la bottiglietta contagocce. Questo per l’esterno e per l’interno ricordate di assumere ritualmente luteina e zeaxantina, poi la SCCR “SolarConcentricCircleRadiation” farà il resto. Lo stesso prodotto messo in un ostia lo assumo con un bicchiere d’acqua, così, tanto per il piacere delle mie tuniche arterovenose e per migliorare la circolazione vascolare del cervello…, oltre che per gli occhi. Una puntina di Eugenia caryophillata (c.garofano), è sufficiente, mentre Achillea e Zingiber un grammo l’uno a dose. Non ho mai avuto effetti collaterali anche quando ho assunto tutto questo per 4 o 5 volte al giorno. Delle volte ho ottenuto una infusione con la stessa dose in un litro di acqua minerale e l’ho impiegata per sciacquarmi dalla testa, capelli compresi, ai piedi, dopo una doccia. Il mio BOSN gradisce sempre tanto questi trattamenti. Ne ho utilizzati centinaia, ma il ricordo di questo è venuto alla luce motivato da eventi di giornata, così l’ho postato per darvi i dati specifici.
Invece, è successo due giorni fa, e come spesso mi accade appena alzato, il mio occhio destro era appannato e “dagli” ad aprire e chiudere e strofinare, non ne voleva sapere di normalizzarsi e il mio collirio era scaduto, allora mi sono ricordato dell’energia, sono andato nel corpo esterno e ho applicato uno woho sul bulbo. Si è normalizzato all’istante. Può accadere anche questo…, che ve ne pare? Si tratta di una delle solite co.incidenze che sommano DACS, conoscenza rivoevosofica.
Attualità, to be continued
Procediamo
Pratiche per il corpo fisico BOSN “BodyOrganicStructuralNeural”
Iniziamo con una proposta che verrà effettuata sul solo BOSN, perché il vostro HISB non è ancora attivo.
Prendiamo due posizioni fisiche specifiche, per fare nulla di ciò che non abbiate ancora possibilmente conosciuto, ma è solo una base di partenza. Le due posizioni sono definite a pinza cioè quelle posizioni in cui il corpo si piega in avanti per raggiungere i piedi. Le posizioni sono due perché una si prepara dalla posizione in piedi e l’altra a terra. Lo Yoga indica questa posizione con il nome sanscrito di “paschimotta” al quale aggiunge il suffisso di asana che significa esercizio.
In partenza, se sarò riuscito, troverete una foto della posizione in piedi della pinza, ma quello che fa la ragazza va assolutamente evitato, perché quel tipo di curvatura effettuato agli inizi per andare più vicino a terra è nociva per la zona lombare e non è importante andare con le dita a terra, ma come e dove effettuare la spinta di piegatura per ottenere questa posizione di pinza.
Prima fase: ponetevi in piedi e unite perfettamente le punte tra loro, poi allargatele leggermente di circa 20cm. per avere un migliore equilibrio da tenere, quindi andate verso il basso con le braccia e le mani allungate come per giungere a terra. Indipendentemente da quanto siete sciolti, raggiungete la massima posizione ma senza tirarla.
Seconda fase: è quella dell’imballo respiratorio che va preceduta da una cinquantina di corti respiri molto veloci che vanno effettuati dalla bocca aperta tenendo la lingua in pressione sul palato duro. Seguite dopo con l’imballo che si effettua prendendo aria dal naso lentamente senza produrre deficit respiratorio e ci si ferma quando i polmoni sono pieni. Senza chiudere assolutamente la gola trattenete l’aria con la forza muscolare che mantiene i polmoni aperti, vedrete che potrete stare molto in questa condizione senza espellere l’aria.
In questa situazione di imballo respiratorio e nella posizione descritta, cercate ora le dita dei vostri piedi senza guardarle. Durante l’imballo respiratorio la percezione del corpo è maggiorata, quindi arriverete a vedere in modo tridimensionale le parti del corpo che vorrete vedere, come se aveste gli occhi interni. Tanto per dire potrete vedere l’unghia del vostro alluce e al tempo stesso l’area del derma che si trova dall’altra parte. Dopo le dita proseguirete scivolando sul resto del corpo facendo attenzione a farlo come possibile capillarmente, pelle, ossa, carne compresi. Passeggerete all’interno delle vostre gambe, poi del vostro bacino, quindi di tutti gli organi interni fino a polmoni e cuore, poi scenderete nelle braccia fino alle mani e alle dita, e tornerete per finire al cranio sezionandolo in ogni parte: collo, tiroide, cervicale, gola, tutte le zone degli organi di senso come lingua bocca, denti, naso occhi e orecchie, ed infine tutto il cervello, il cervelletto, considerando a parte le due ghiandole ipofisi ed epifisi che si trovano una dietro gli occhi e l’altra dietro a quest’ultima, poi la corteccia cerebrale dove si trovano le cellule fusiformi promotrici dell’intelligenza emotiva e i capelli.
Se all’inizio sentite una pressione all’interno del cranio troppo elevata interrompete e ripartite senza preoccuparvi troppo.
“—Dopo aver fatto questo passaggio neurale avrete appreso il primo passo per vedere l’interno del vostro corpo fisico BOSN. Lo dovrete conoscere tutto ampiamente se vorrete intervenire in ogni suo problema con l’energia, quindi con calma, cercherete di vedere anche gli organi interni come sono fatti, tipo il fegato etc. Per esempio se vedete i vostri occhi dovete proprio vedere tutto il bulbo, proprio com’è fatto e quanto è grande. Tutto questo non è affatto complicato come doverne parlare o doverne scrivere, quindi attuatelo e vedrete, state iniziando un’evoluzione che vi porterà oltre quella biologica, quindi si deve insistere, iterare, iterare, iterare: verrete ripagati oltre ogni vostra previsione. Non sarebbe male dare un occhiata ad un atlante del corpo umano per darsi un’idea delle posizioni specifiche degli organi come reni, milza, le specifiche ossa etc. Non cercate di memorizzare i nomi, ma le loro forme per avere le corrette in.form.azioni, quelle che sono utili per evolversi all’energia. Quando indico in.form.azioni con i puntini voglio intendere delle azioni che impongono la forma e non la parola: la parola viene impiegata alla partenza poi va lasciata andare e in seguito si va direttamente alla forma. Per dirla breve quando cercherete di vedere il vostro fegato sapendo come è fatto e come sta, penserete solo per un attimo alla formazione della parola, andando direttamente nella zona dove si trova realizzandone la visione di come è con.figurato.
In pratica accade come per i neurosensi i cui gradi di intensità si formano sulla base del ragionamento logico che dopo essersi messo in campo si toglie di torno. Acquisirete così il neurosenso per attivare le zone che vedete internamente in una frazione di attimo, eliminando per sempre il ragionamento logico che vi ci ha portato e addestrato, dopo che ve ne sarete serviti. Da un certo momento in poi il neurosenso assume in sé anche i criteri di partenza del ragionamento logico.
Cosicchè abbiamo anche inserito un implemento di dati a vantaggio del fattore energetico dei neurosensi di cui abbiamo parlato in precedenti post—”.
A questo punto, quando ripetete il passaggio neurosensoriale, dopo aver raggiunto e, durante il mantenimento dell’imballo respiratorio, insieme all’attivazione neurosensorale, richiamerete tutte le fibre muscolari che si trovano nello stesso percorso, ma che non sono state in questa fase richiamate. La perizia in questo caso è quella di cercarne l’unificazione. Non bisogna sparare la forza qua e là come in genere si sarebbe abituati a fare, bensì equilibrarla dai piedi, alle mani, al cranio. Si deve raggiungere la neurosensazione che tutte le fibre muscolari stiano impiegando la stessa forza e che siano collegate tra loro. Le fibre più forti non devono esercitare quella forza ma adeguarsi a quelle più deboli che invece cercheranno di andargli incontro stimolandosi al massimo.
Capisco che sarebbe semplice seguire una voce che guida la parte interna a vedere, a sentire e ad equilibrare l’attivazione delle fibre, ma adesso io posso fare questo. Però il mio guru del blog mi ha detto che i futuri passi impongono che possa fare quello che voglio in diretta sul web. Allora forse sarà un’altra cosa, e potrò guidarvi a voce, ma intanto, per non fare domani quello che si può fare oggi, leggete con cura e fate, poi rileggete e fate, mentre leggete passo passo fate ancora…, e vedrete che tutto accade come vi dico. Se all’inizio non si aprono i varchi dimensionali, si potrebbe dire però che è una fase in cui il disegnatore inizia a formarne il perimetro.
Qualcuno di voi appena avrà la giusta esperienza potrà fare un CD
per guidare queste prime fasi.
Si ferma qui questa prima fase delle pratiche fisiche del BOSN. E’ una semplice leccata ma per chi inizia è una vera scoperta sensoriale. Tutto il corpo ne beneficia se seguite correttamente senza strafare e fate tutto a digiuno ma non scarichi di energia come chi deve mangiare per sostenersi. Optate per una via di mezzo e tutto avverrà meglio.
Dopo aver effettuato la pratica della pinza in piedi, la ripeterete a terra andando verso i piedi e poggiandovi con le mani su un punto delle vostre gambe dove arrivate. Non si tratta affatto della stessa posizione messa in modo diverso. Lo capirete facendola.
Per ambedue le posizioni dovete fare molta attenzione a forzare mantenendo unificate le fibre che corrispondono al bacino. Non dovete mai in questa posizione curvare la colonna vertebrale per raggiungere terra, o i vostri piedi, come nella foto, ma dovete raggiungere questi ultimi con la forza della bassa zona pelvica che deve avvicinare come può i laterali pelvici che corrispondono alle coxofemorali interne, cercando di unirli alla parte alta delle cosce: vi trovate sulla linea orizzontale della zona sovra-pubica. In modo grezzo spingete la bassa pancia verso le alte cosce e fatelo mettendo la forza all’interno delle strutture osteoarticolari della zona pubica interna, evitando assolutamente di raggiungere la migliore postazione curvando la colonna nella zona lombare, la quale verrà coinvolta ma non deve essere richiamata a fare la prima donna.
Mi sorprendo sempre che per poche fesseriole si debba scrivere così tanto, ma per darvi le indicazioni correte, questo vale veramente la pena e farei anche di più. Mi capirete meglio quando evolvendovi da me, superando come è logico, giusto e auspicabile per l’evoluzione, il punto di riferimento che rappresento, farete anche voi questo per altri simili a voi. Allora raggiungerete il neurosenso specifico della generosità e forse vedrete che sarete stati oltremodo generosi con… voi prima di tutto.
Alla prossima, vedremo per il proseguimento delle pratiche per il corpo esterno HISB che erano arrivate a staccarsi con le mani, con il cranio e con una parte parziale del busto dal proprio BOSN. Può darsi che vi proporrò di spostarvi in esterno direttamente da una delle due posizioni che abbiamo identificato come pinza o paschimotta dell’hatha-yoga fisico tantrico. A presto.

