TITOLO: Un imperdibile imprevisto divide questo post in 4 parti. Arriva il resoconto di una ricca esperienza a tre “DV”, dim.vibrazionali: ordinaria-esterna-sogno. Dati come neutrini!!… ma si fermano con i foglets. Poi struggente…, l’incontro con lupo Wolf…
SOTTOTITOLO: …Arriva un ricordo lontano che mi fa prolungare la mia escursione per andare a trovare lupo Wolf e gatto Siluro, due grandi amici. L’uso della Forza oscura gt per le pratiche di potenza e longevità delle strutture del corpo fisico BOSN“BodyOrganic StructuraNeural”, ma l’opera magna viene effettuata prima in HISB“HighIntense SensorialBody”. Molta roba da ricordare e soprattutto un alleggerimento che spero simpatico.
SECONDA PARTE
Dopo aver pubblicato la prima parte del post 29, mi ero ripromesso di riversarvi con ulteriori due parti sullo stesso post il morphing energetico, poi poco prima di farlo sono andato in escursione.
E’ stata una bella escursione ed è molto interlacciata con i dati precedenti del post 29, quindi ci sono dati significativi che è bene siano insieme. Per questo motivo ho allungato le parti del post 29 che divengono quattro invece di tre.
Come sapete sono costretto a spezzare gli argomenti per evitare di fare “papielli” come mi ha consigliato il caro amico che mi ha confezionato il blog, poi in questo post ho allegato una cosiddetta comunicazione romanzata dove non mi sento costretto ad essere molto preciso nella regolazione della punteggiatura, e soprattutto non vado ad invadere impropriamente spazi di altre produzioni letterarie. In questo modo Rivoevosofia si mantiene, nell’ambito comunque, in parte improprio di filosofia che la ospita, spero in modo gradito. Si tratta di una comunicazione energetica particolare perché tratta in diretta quello che vivo in certi stati di elevata neurosensorialità.
La comunicazione di Rivoevosofia tenta di conciliare sempre profondo interesse, rispetto ed allegria, quando ci riesce…
Proseguiamo
Sono riuscito a riportare nel testo proprio quello che faceva, in quel frangente, la mia rete neurale, con le sensazioni di elevata, particolare energia che si liberavano dalle mie cellule fusiformi della corteccia cerebrale. Di cellule a fuso, che sono molto dendritiche e assomigliano, anche se non esattamente, ai nanorobots foglets della Utility Fog, ne dovrei avere 80.000, così dicono per i cervelli ormai evoluti di questo secolo, cioè tutti noi, diciamo quasi tutti, mentre gli scimpanzè subito dopo ne hanno solo 15.000. Sono la sede, sempre dicono, dell’intelligenza emotiva, ma poiché la specie umana con le emozioni non allinea di pari grado, molta intelligenza, prevedo che questi numeri vadano assorbiti con il beneficio di inventario. Ovviamente finita l’emozione chicchessia torna intelligente…
Ricordo che Rivoevosofia indica come necessità energetica evolutiva l’elevazione ai più alti gradi della propria neurosensorialità, impiegando ogni cosa si ritenga opportuna, quindi il suo impiego coatto all’evoluzione e non alla dispersione energetica, che in tanti casi risulta così fisicamente drammatica.
Iniziamo ad entrare sull’accaduto
Ci sono dati interessanti per la creazione del Wesr, e del potersi portare lì chi si ama e goderselo!!! Quello che può fare l’HISB, vi ripeterò fino alla nausea, è tutta una scoperta, tutta un’avventura. La tecnologia del futuro della sezione scientifica dell’MCS, farà quello che deve fare con la Realtà Virtuale, le Intelligenze Artificiali, quelle dei nanorobots “i foglets della Utility Fog”, e quanto altro ancora, ma il collegamento diretto con l’energia è un’altra cosa ed è qui, proprio qui vicino. Poi un giorno tutto collaborerà ad un unico obiettivo.
l’EOS “ObscureRisingEnergy”, l’energia oscura sor.igin.ante, che sorge in se stessa, fu la principale indicazione cosmologica che Rivoevosofia indicò esattamente nel 2008, nel momento in cui prese slancio da precedenti 40 anni di nebbia per la sua ultima fermentazione.
Eccoci all’escursione
Sono andato sul divano e nel contempo che effettuavo le aperture degli woho nell’HISB, ho iniziato a rimuginare una infinità di dati. L’in.form.azione era sul tipo rivoevosofico e si formava con parallelismi neurocerebrali istantanei combinandosi continuamente tra frasi ed immagini.
Tutta questa roba è uscita proprio nel modo in cui verrà descritta qui di seguito, salvo che dovete configurare gli scenari e assumerne il neurosenso. Se nessuno mi aiuta a dare una definizione a questo tipo di riversamento, lo indico per il momento come una prosaica romanzata.
Mentre sono in HISB ridistribuendo e riorganizzando l’energia con gli woho iniziano alcuni scenari e la rete neurale si mette in moto:
Vedo i dati d’in.form.azione che irrompono nella mia rete neurale.
Sono come un fiume in piena,
che spesso si restringe in un vorticoso torrente
e la sua energia è dirompente
per i dati che scivolano via.
Solo in parte formano
un percorso lineare,
da bravi soldatini.
Ma per bravi che sono, vanno…
e non so in quale caserma andarmeli a riprendere.
Eppure ora sono qui, vicini,
e penso che non mi sfuggiranno mai,
non si allontaneranno mai, e sarà vero,
lo affermo: sarà vero, questo…
La loro energia si riproporrà,
come una marcia infinita e qualcuno di loro,
si staccherà dalla fila per rimanermi vicino.
Poi…,
il morphing della struttura del fiume del torrente,
muta in quello del Gran Sasso
e mi trovo in un vasto deserto
di punti scoscesi fatti di verde,
terriccio e nessuna presenza organica visibile,
poi vedo, vedo dappertutto
e allora, memore di come sono fatti i foglets,
ritiro i loro 12 bracci di sostanza polimorfa
e mi faccio duro come una lastra di piombo,
spessa come questo intero pianeta.
Più duro, più duro.
Sento i bracci dei foglets tirarsi e tirarsi
fino ai loro nuclei di nanorobots,
poi andare oltre fino agli atomi di cui sono fatti.
Allora vedo,
vedo i dati come un’orda di miliardi di neutrini
e altre particelle elementari
passarmi attraverso con fatica
e mi rallegro per la mia rete da pesca,
formata da un’efficace collaborazione
e penso,
penso a quanta conoscenza potrà permanere,
quanta ne potrò assimilare
e quanta ne potrò elargire,
generosamente tutta e più di tutta.
Rientro dal mare di dati e appena a riva…,
nella mia barca un neutrino, uno solo…,
uno soolo!!?… Ma è sufficiente, …mi dico.
Farò e rifarò, e sommerò tanti neutrini per tutti,
cos’altro dovrei fare?… Se non questo.
Questo è proprio quello, neppure in sintesi che è rullato nella mia rete neurale, mentre ero in mantenimento dei portali woho nel corpo esterno HISB situato poco avanti a me in posizione di semipadmasana.
Appena finito mi alzo, mi giro, guardo il mio BOSN, immobile, “mi raccomando” dico…, ma lui si gratta il naso sulla sinistra e allora ne vado ad individuare il punto speculare, poi sorrido e mi allontano da lui, non senza prima averlo accarezzato con le mie mani che divengono come quelle di tiramolla, parlo di un amico di topolino.
Faccio la stazione della SCCR per un minimo rifornimento e mi reco alla polla poi scendo nella grotta. Vado subito in fondo e apro gli woho mentre un carico di compatto gas denso tendente all’assoluto bianco con minuscoli puntini fatti di stelle multicolorate mi avvolge come un guanto. Gli woho aperti in ogni dove assumono questa particolare energia elettromagnetica e ad un certo punto divento talmente permeato da questa energia che a stento individuo la mia d’origine. E’ come se splendessi di quel denso evanescente latte capace sia di penetrare che di allargare il mio HISB per oltre 30 centimetri dal suo perimetro. Esco dal punto in retro e mi spingo fino al bordo della grotta, al limitare dell’abisso, poi inizio le pratiche che, decido in quel momento, porterò nel BOSN in una seduta successiva, anche se non so quando. Sono alla grotta e potrei vivere e morire. Ad ogni esercizio isolo le parti che mi sono convenienti: le ginocchia, le articolazioni delle spalle, le anche, le caviglie e ogni loro adiacenza mioarticolare. Sento la potenza e la loro espansione strutturale perché sono in azione le due forze principali dell’universo: l’attrazione gravitazionale, essa è in realtà una forza unita che spinge ed espande in percentuali valutabili sulla base del principio di “relatività mutante” rivoevosofica. E’ la forza capace di stringere a sé le galassie e i protoni dell’interazione nucleare forte, ed è sempre la stessa forza dell’interazione nucleare debole che manda in decadimento le stelle verso i neutroni e i buchi neri.
Dal, e nel mio corpo esterno HISB applico un’infinitesimale porzione di quella forza sulle strutture. Prendo in memoria quello che fa questa forza quando scende dalla nostra stella con i cerchi concentrici e la applico nello stesso modo circolare. Cosicché è vibrante, si raduna ruotando in modo antiorario verso il centro mentre si espande al tempo stesso verso l’esterno in modo molto più accentuato.
Ripeto perché è una mappa di comportamento preziosa: la forza raggiunge la concentrazione massima mentre si espande liberandosi in velocità progressiva, mentre si mantiene lo stato della forza che è stata concentrata.
La forza si muove a vortice centripeto mentre si concentra e sempre a vortice centripeto allo stesso tempo si espande.
Finito il tempo da dedicare al mantenimento della potenza contrazionale nel punto prescelto della struttura, applico i DR“DecelerateReturns”. I ritorni decelerati indicano proprio quello che dicono e si rientra con medoto, atomo dopo atomo, lasciando diluire quella potente energia. Quando tutto questo verrà applicato in contemporanea sul corpo fisico BOSN, ripeto in contemporanea “mai lasciare solo il povero BOSN”, dovrà avvenire in rapida fluida successione.
Quindi ci si concentra e, al tempo stesso, ci si espande mantenendo il tempo di concentrazione della potenza nel luogo scelto, poi si rilascia molto lentamente in DR, facendo attenzione a non superare di slancio i punti “dol”, punti che potrebbero mantenere una contrattura e successivamente inoltrare uno stato infiammatorio.
Il cane lupo wolf
A questo punto ho in memo di aver ricordato un cane lupo molto amato, allora esco dalla grotta, salgo nella polla e dopo aver aperto uno woho, mi reco nella zona recintata del WESR dove attualmente si trova. Il luogo di creazione sta esattamente dall’altra parte del monte Sirente dove è presente la “polla” della grotta.
Mi siedo sulla panchina e arrivano: sono lui, Wolf e la sua compagna, poi è presente l’amato Siluro, il mio gatto della casa di campagna, andato via nello stesso periodo di Wolf e un gatto grigio, un po’ sovrappeso. Ad un certo punto sono abbracciato a Wolf che sta alla mia sinistra, mentre Siluro salito sulle mie gambe mi da dei colpi con il suo naso sotto il mento, come faceva di solito, la lupa è poggiata con il muso sul mio braccio sinistro e con la mano destra carezzo sia Siluro che la pancia del gatto grigio senza nome. Sento l’odore di Wolf, la sua consistenza muscolare, il suo pelo e vedo i suoi occhi profondi e pazzi, perché non si sapeva mai quando poter confidare nel suo equilibrio. Lui ricorda i tuorli d’uovo e mi dice che gli facevano bene al pelo e alla pelle e che gli ho prolungato la vita, ma mi dice anche che niente era paragonabile a quei momenti nella gabbia, quando mi vedeva arrivare e sentiva con sua lingua il sapore e il calore della mia mano mentre prendeva il tuorlo. Mentre mi dice questo mi lecca il viso e mi ama, poi lo stringo e li stringo tutti, e vado. Rientro fino a trovarmi davanti al mio BOSN immobile, lo affianco e mi inoltro, ma rimango per un po’ più avanti a soggiornare.
Poco prima di andare via dalla grotta sul margine mi sono messo a ruotare in un veloce “spin”, il movimento angolare intrinseco delle particelle elementari, sul tipo dei ballerini. Questa manovra che in genere non è di semplice attuazione nell’HISB, in questo caso mi veniva agevolmente anche se la grotta, a volte, sembrava venirmi dietro, perché è bene sapere che l’HISB si muove su un foglio-membrana di una “DV”, dimensione vibrazionale molto simile a quella del sogno. Infatti quando si fanno sogni particolarmente energetici, in certe occasioni è possibile notare che l’ambiente è totalmente collegato, quindi siamo noi a reggere la scena del sogno.
Una delle misure della pratica di coesione dell’HISB è quella di avere movimenti indipendenti dalla scena creata, quindi deve creare anche quella possibilità di muoversi indipendente, ecco perché, quando me lo ricordo ed ho sufficiente energia, attuo lo spin. Infatti se non si è ben coesi, lo spin non riesce facile, poi come per ogni altra cosa, è una questione di pratica.
PS.: è capitato mentre ero nella grotta, in fondo, nella posizione di semipadmasana, e aprivo gli woho per portare energia alle mie parti in attività degenere, che subentrassero più di una volta dei fogli-membrana della fascia del sogno. Si univano quindi due DV, dimensioni vibrazionali, ovviamente molto affini. In una ricordo che di fronte al mio HISB si sono presentati due personaggi: una donna e un uomo quasi anziano. Ricordo di essermi soffermato molto sul viso della donna che mi parlava, mentre l’uomo rimaneva nel campo visivo, guardava e non faceva nulla. Ero nel sogno, ma ero anche nella grotta con l’HISB, mentre ero anche a casa sul divano. Tutti e tre i fogli-membrana delle fasce appartenenti alle rispettive “DV”, dimensioni vibrazionali erano interlacciati tra loro, in una unica vibrazione che rendeva compatibile lo stare uniti. In questa direzione lo scenario evolutivo si fa molto intrigante!…
Queste cose mi accadono ormai abbastanza di frequente, compatibilmente a quando raduno sufficiente energia per fare valide escursioni, e vi devo dire che stendere i post, mi ha privato in parte delle escursioni, però mi ha donato l’indonabile, quindi nulla da dire in proposito. Farò tutto quello che c’è da fare. L’equazione è: più tempo meno energia, meno tempo più energia etc…
Comunque quando vi troverete in questi stati neurosensoriali…, quello che in quel momento vivrete…, non ha mercato.
A presto e in rapida successione per le altre due parti. Arriva la terza.



