TITOLO: Erano pronte due parti per esporre la conoscenza sin qui assimilata sul morphing energetico, che si distingue da quello della futuristica realtà virtuale e anche da quello aperto dalle incredibili prospettive della Utility Fog e i suoi foglets… sentite…
SOTTOTITOLO: …Avevo lavorato sulle ultime esperienze avute nel campo del morphing umano ed animale e sugli scenari che si possono aprire in questa direzione. Scenari di cui solo in parte ho potuto parlare, ma non sarà affatto un problema scoprire altre peculiarità del morphing per chi lo praticherà più a fondo. Dicevo, era tutto pronto quando si è insinuata una voce che mi indicava di andare a caccia di dati sui foglets. In fondo si trattava di un mio precedente pallino ancora non esplorato. Avevo letto dei foglets sul libro di Ray Kurzweil, “La Singolarità è Vicina”, ma non avevo rilevato nel suo libro il collegamento con la nanotecnologia e i nanorobots. Era arrivato il momento di colmare questa lacuna, perché il futurismo tecnologico è ormai alle porte e cambierà l’intero scenario sociale, come sempre in modo che nessuno se ne renda conto. Rivoevosofia impiega l’energia direttamente e fa già cose che, nel futuro, dicono farà la tecnologia, …le fa in modo diverso, ne fa sia di più che di meno e per questo la collaborazione diviene evolutiva. Questa prima parte del post viene dedicata ad una minima conoscenza dell’Utility Fog e dei suoi “foglets”, ma stringetevi nella vostra rete neurale senza sbandare, perché con buona probabilità le promesse e le premesse che vengono tecnologicamente indicate saranno rese possibili dalla sezione scientifica dell’MCS, il sistema collettivo mentale. Potete seguire in internet ulteriori particolarità tecniche che nascono a partire dal 1994, quindi dal tempo ormai trascorso, potremmo dedurre che l’Utility Fog possa già essere tra noi, in modo non visibile perché, come detto poc’anzi, la tecnologia si infiltra in minima percentuale, e… in modo indolore muta irreversibilmente gli scenari.
PRIMA PARTE
La parte biologica evolutasi agli organismi umani, guidata dalla sezione del software dell’MCS che si occupa della trascendenza e della realizzazione interiore, si è ampiamente espressa su una vasta gamma di possibilità ottenibili dalla manipolazione delle profondità della natura umana. Ricordo che nella saga castanediana venivano citati dei nagual stregoni che spostando la loro seconda attenzione su di una nuvola, ne assumevano il morphing e si spostavano mediante essa ovunque, poi facevano tante altre cose…, mediante il loro silenzio interiore. Nel panorama delle realizzazioni interiori orientali abbiamo le grandi meditazioni dei siddha yogi che si radunavano spesso nel loro “siddha-loka”, un posto dove andavano a meditare con la loro proiezione mentale. In uno dei racconti che parlano del Buddha, il quale non ha mai scritto nulla, si narrà che tentava di uscire fuori dal suo corpo per eliminare il dolore della mente, invano, perché il dolore era sempre lì, allora decise per il distacco o qualche altra cosa simile. Da questa storia nacque il Buddismo Theravada (Hinayana: piccolo veicolo); il B.Mahayana (grande veicolo, divenuto lo Zen); il buddusmo del veicolo adamantino (da cui sortirono le premesse per il Vajrayana tantrico).
La sezione del software dell’MCS che si occupa dell’evoluzione tecnologica si avvia ora a sospendere i tanti sforzi in questa direzione, prodotti durante l’evoluzione biologica, con la proposta della comunità scientifica dei nanorobots foglets. Con questa nanotecnologia di Intelligenza Artificiale provvista di autoreplicazione, i ricercatori indicano che si potrà materialmente assumere la forma di una nuvola…, ma siamo molto vicini all’inconcepibile, quindi meglio sospendere le comparazioni e le valutazioni per seguire con le notizie pertinenti alla Utility Fog e i suoi foglets.
Eccoci alle notizie pertinenti Utility fog e i suoi “foglets”,
tecno-nanorobots che sconvolgeranno un futuro ormai alle porte.
L’attinenza con la realtà neurosensoriale rivoevosofica…?
Andrà assorbita…, con calma.
Avevo visto in televisione il film “Aeon Flux” di Karin Kusama, interpretato da Charlize Theron, e mi avevano colpito gli sciami di tecnologia che cambiavano forma di continuo, in un attimo sulla scena materiale. Non ci sono altri riferimenti in questo senso, se non che, ne avevo sentito parlare nel libro dello scienziato informatico singolaritarista Ray Kurzweil che è attualmente il direttore del settore ingegneristico di Google. Da qualche parte del suo libro vengono citati i foglets e gli sciami di nanorobots, per cui vedendo il film avevo riconosciuto quella tecnologia.
Poiché il futurismo dell’Intelligenza Artificiale, della Realtà Virtuale informatica ed ora della Utility Fog e i suoi foglets, sono presidi impiegati da Rivoevosofia, era opportuno che venissero date alcune indicazioni, peraltro ancora rese inaccessibili dall’informazione, perché il film non indica chiaramente l’aspetto degli sciami, che è sicuramente il più sconvolgente fatto di cui a breve l’MCS si occuperà, anche se non si capisce ancora come lo farà. Comunque sentite cosa si dice sui foglets.
Iniziamo con alcune valutazioni fatte sul film “Aeon Flux” – Il futuro ha inizio – del 2005, diretto da Karyn Kusama e interpretato da Charlize Theron.
-Il film ha una sceneggiatura scombinata ma almeno non è plasticoso e vanta un’atmosfera straniante “sogno lucido”.
-La sensazione è che tutta la vicenda si svolga in uno snowglobe ipertecnologico.
-La tecnologia biorganica con cui interagiscono i personaggi è molto azzeccata, le architetture stupende e Charlize Theron più sexy che mai.
NB: le valutazioni danno chiaramente l’idea della poca individuazione degli sciami tecnologici che sono stati impiegati massivamente nel film.
Info sulla Utility Fog, “lo sciame dei foglets”.
Il lungo braccio del futurismo tecnologico dei nanorobots,
che si assemblerà con l’Intelligenza Artificiale
e la Realtà Virtuale informatica.
L’Utility Fog riconfigurera i miracoli alla stregua delle avventure
di Topolino, Minnie, Paperino e Qui, Quo e Qua.
Un minimo di gioco è necessario prima di inoltrarci in cosa potrà accadere nel futuro con lo sciame dei foglets. Ma per le note tecniche di questa realtà che è quasi alle porte, dovete andare sul sito di “La realtà artificiale dei foglets di M. Elisabetta Bonafede”.
Sono dati significativi per il software Rivoevosofico che è strutturato in stretta collaborazione con l’evoluzione del futurismo nanotecnologico dei nanorobots, computers della grandezza di una cellula umana.
Ecco l’Utility Fog e lo sciame dei suoi foglets
“Una potente promessa della nanotecnologia è la capacità di autoreplicazione. Come le cellule biologiche replicano se stesse, anche i nanorobots avranno la capacità di autoreplicare se stessi. Si rigenereranno continuamente e si ricreeranno sostituendo i componenti in disuso. La mèta è la creazione di forme di vita artificiale con il sistema di autogenia meccanica. I nanotecnologi considerano i batteri esempi di nanomacchine programmate per mutare velocemente e l’obiettivo degli ingegneri è di controllare tali mutazioni grazie all’ausilio dei computers”.
Da tutto questo nasce l’idea alla Utility Fog, appena un balzo tecnologico in avanti consentirà di porla in atto. Un futuro prossimo visto da Storrs Hall.
Utility Fog non può solo simulare oggetti ma anche produrre sensazioni grazie all’enorme magazzino di informazioni contenute nei nanocomputers. Può sembrare una brezza gentile, pioggia o persino la carezza di una persona non realmente presente.
Un pollice cubo di fog (16.38 cm3) contiene una rete di 16 miliardi di processori, da ciò si evince l’estrema capacità di controllo che, in combinazione con un grado illimitato di creatività e di abilità operativa, apre ad un mondo fatto della stessa materia di cui sono fatti i sogni. In sintesi, cosa si può fare quando si è immersi in Utility fog? J.Storrs Hall individua cinque poteri che Utility fog donerebbe all’umanità:
1)Potere di creare oggetti che appaiono o scompaiono a comando, che cambiano colore, texture, densità, che passano dallo stato liquido a quello solido o gassoso, che si riparano o riciclano automaticamente.
2)Potere di far levitare cose e persone, la nuvola di foglets che circonda una cosa può sollevarla e tenerla sospesa e persino trasportarla come in volo.
3)Potere di manipolare gli oggetti reali a distanza, esercitando forme invisibili che li spingono, muovono, deformano, flettono, allungano, comprimono. Come Superman potremmmo piegare barre d’acciaio.
4)Potere di esercitare una forma speciale di teletrasporto: in luoghi pieni di utility fog sarebbe possibile materializzare persone grazie al flusso di dati che provengono da luoghi remoti attraverso la rete. Un esempio fatto da Storrs Hall può chiarirci le idee: se vuoi visitare un amico distante da te migliaia di miglia senza muoverti da casa, entrambi potreste allestire un ambiente domestico pieno di Utility Fog. Quindi una sua replica fog appare nella tua casa e viceversa. L’aria fog che ti avvolge misura le tue azioni e le trasmette alla tua replica-fog, che le riproduce esattamente. Anche il tuo amico è simulato così bene che puoi percepire non solo ogni suo capello come fosse reale, ma anche il suo odore riprodotto da minuscole industrie chimiche immerse in Utility-Fog.
5)Potere di cambiare forma: ti chiedi cosa si prova ad essere un pipistrello, se questa è la tua curiosità, uno specifico software-fog ti permetterà di realizzarla, simulando intorno a te le ali con patagio, orecchie appuntite, pelliccia scura, una coda e un sonar dietro il naso per produrre ultrasuoni.
Andiamo alla seconda parte
Proseguiremo nella seconda e terza parte rivelando il segreto dei morphings. Il morphing energetico è una delle tante attitudini del corpo esterno neurosensoriale HISB con il quale, il “cacciatore rivoevosofico” può collegarsi all’energia direttamente.
A tra poco.



