RES – Post n.21 del 4.11.2013 – (3 p.) – TERZA PARTE


TITOLO: Il corpo esterno HISB, con una data coesione…, ma è la 3za parte, ed eccola!!!, Morte torna, prevedibile…, si presenta nella grotta, la mia unica stazione di rifornimento energetico terrestre, sentite che fa!…

In Questa Terza Parte:Morte torna, ed era previdibile visto cosa stava accadendo. Si libra nella grotta ondeggiando nel gas liquido opalescente e il suo mantello nero sembra un drappo che si lascia cadere, insieme ad oscuri presentimenti. Poi la grotta il terzo tipo di rifornimento o l’ultimo, ma unico perché terrestre. Degli altri se ne parlerà…, al momento opportuno, sempre che Morte…, consenta.

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TERZA PARTE

Dunque, accumulo una strepitosa ricarica di energia alle mie consuete stazioni di rifornimento e alle 05.00 del mattino ho il corpo tiratissimo, sciolto e senza un dolore. Le pratiche degli esercizi di posizione, per intenderci quelle che si fanno in combinazione con il corpo fisico BOSN, fatte dal solo corpo esterno HISB, mi hanno regalato un certo tono anche nella parte fisica, “con questa parte ero nella posizione definita da escursione, seduto e poggiato sulla sponda del letto con le gambe allungate o incrociate”. Verifico il mio stato scendendo dal letto e allungandomi verso terra per constatare quello che prevedevo. Infatti tocco terra senza dolori con le palme delle mani, quindi mi sento sciolto e particolarmente tonificato. Ho l’addome talmente rientrato che faccio fatica a capire dove sia tutto quel ben di…, si fa per dire, che ho ingollato fino a poche ore prima, quindi in quel momento non avrei mai potuto prevedere che a circa 2 o 3 ore di distanza, sarei andato incontro ad una coronarite. Mi si infiamma il torace all’altezza del cuore, ma sulla zona destra e interna dello sterno, allora vado in imballo respiratorio per verificare la situazione “è un sistema di diagnosi percettiva di cui vi ho parlato in altro post”, ma non c’è legame con il muscolo cardiaco, per adesso!, poi però tentando di sciogliere quel nucleo come fosse una semplice contrattura, mediante una pressione interna respiratoria, questo si ingrandisce e dalla sensazione dell’essere come un pisello, passa a quella del doppio di un confetto, dando l’idea che non si sarebbe fermato. Proprio questo fatto mi fa capire di non essere nel pieno di una passeggiata, quindi mi raduno ed inizio ad applicare gli woho a vari gradi e misure, data l’esperienza e la conoscenza che ho ora dell’energia.

Per la prima volta noto di non avere avuto alcuna titubanza, né leggeri scollamenti di tempo nel decidere su cosa c’era da fare ed è come se avessi escluso ogni altro ausilio, anche i fitoaromatici e gli interventi esterni con argille fitoaromatizzate, praticamente i miei solidi baluardi di salvaguardia che mi hanno trainato sin qui. In genere quando vengo attaccato in questo settore, il mio addestramento va ai fitoaromatici, poi a seguire in rapida successione scatta l’applicazione degli woho e dell’energia. Per come la vedo io è un passo avanti.

Mi vado a mettere in un ambiente idoneo e me ne vado corpo esterno e nell’applicazione degli woho, raggiungendo in breve una DV“VibrationalDimension” molto intensa, che in una comunicazione comune verrebbe indicata come profondità, ma credetemi di profondo non c’è proprio nulla ed è solo un modo di dire usuale, come tanti altri che la mente collettiva di sistema utilizza per tenere distanti dal neurosenso specifico di quello che potrebbe accadere energeticamente.

In precedenza vi avrò sicuramente fatto notare, che più un evento è difficile e cruente da affrontare, maggiore è il valore che se ne può acquisire, ma il valore che interessa a me è relativo a quello di determinare cosa ne posso fare, come poterlo utilizzare quando, come mi auguro, lo avessi superato. Se non agisco subito in quel senso e mi occupo solo di superare il problema, rivedere a posteriori quello che è accaduto per comunicarlo non è affatto la stessa cosa, ma proprio qui nel dirvelo mi rendo conto che è letteralmente impossibile tradurre il neurosenso specifico per trasferirvi il cuore “per modo di dire”, di un fatto di questo genere. Affrontare un evento con la probabilità di non farcela, poi riuscirci e comunicarlo è un fatto, ma affrontare la stessa probabilità pensando di fare tutto quello che serve per comunicarla, proprio mentre la si sta affrontando sul campo, è proprio un’altra faccenda e gli atti che vengono attuati in questo caso includono due direzioni: la prima è quella di salvarsi la vita, ma è intimamente congiunta in tempo reale, “così si dice”, alla seconda che è quella di riversare i dati significativi che vengono accumulati, comunicandoli a tutti quelli che mi sono energeticamente simili, sapendo bene quanto siano rari, quindi preziosi questi frangenti”.

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Non posso fare a meno di pensare a quando nel passato ho sempre indicato ai miei amici di non sbracarsi mai e di fare tesoro dell’evento di dolore e/o disagio, che stavano passando. Se ci si lascia andare…, – “gli dicevo” -, una nebbia cala davanti a sé, e non ci si evolve, ma si attende un altro evento simile in cui saremo sempre gli stessi, mentre se lo si impiega in un modo corretto, con ordine, sobrietà ed equilibrio, il tesoro di dati che se ne acquisirà, allontanerà energeticamente i richiami di altri eventi simili. Oggi questo fattore è rivoevosoficamente molto complesso e non connaturato esattamente a quell’idea, ma l’ho voluto dire ugualmente, perché mi è sempre sembrato un buon pensiero di aiuto.

La coronarite non mi procura versamenti ematici interni, probabilmente perché la riesco a bloccare prima e anche perché a differenza dell’altra volta che mi è capitato un affare del genere, non ho avuto aneurismi di alcun tipo.

Ebbi degli aneurismi multipli alla mano sinistra che apparivano come d’incanto ad un giorno dal primo attacco, che si ripresento due volte, in forma più moderata, a brevissima distanza”.

Come già detto mi raduno e vado nel corpo esterno e poiché in queste occasioni di difficoltà è sempre sufficientemente coeso, mi reco in un ambiente dove spesso faccio le pratiche rivoevosofiche con il solo HISB, come quelle che avevo già fatto la notte appena passata.

Entro in una polla di gas liquido o liquido gassoso, fate voi, che trasferii da un sogno molto vivido in un WESR, un mondo creato con l’HISB. Ero nel corpo del sogno, corpo astrale, se gradite, talmente pieno sensorialmente del mio corpo che sperimentai una grande ricarica energetica immergendomi in quella polla che si apriva dal suolo in un ambiente di montagna. Già lì nel sogno stabilii di portarmela via nella mia vita energetica, ma questo potevo farlo solo con l’HISB, ed è quello che feci, rientrari nel sogno e trasferii tutto terra compresa in un mondo già creato su una parte della catena del Sirente abbruzzese. Spesso vado a ricaricarmi di quel tipo di energia elettromagnetica terrestre e in sostanza si tratta di una delle mie stazioni di rifornimento, dove mi immergo. In seguito ho formato una grande grotta dal soffitto molto luminescente e colorato con la base fatta di larghe mattonelle bianche levigate. Scendo in basso, oltre la polla, e mi trovo in un grande ambiente gassoso, poi mi dirigo all’ampia grotta disponendomi sulle mattonelle bianche. Mi sistemo seduto a gambe incrociate proprio a breve distanza dal confine del bordo della grotta, mentre tutto intorno ho questo gas liquido che sembra un’aria, ma vi assicuro non è per niente simile, solo che l’HISB può respirare a pieni polmoni, senza bisogno che ci sia l’aria che di solito siamo abituati a respirare con il corpo fisicio. Sono circondato ed irradiato da un gas impalpabile multicolore, mentre poco oltre il bordo dove sono situato c’è il vuoto e un colore lattescente che scema verso il nero della notte più nera e profonda.

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Ed ora arriva il bello!!!

Inizio a trattare la zona colpita ed è proprio allora che vedo, davanti a me fluttuante nell’aria, lei!, la Morte era lì, troneggiante sopra di me, penzolava galleggiando nel gas liquido sopra lo sprofondo dell’abisso, senza dire nulla e credo mi guardasse dritto dritto. – “Lo sapevo anche se riuscivo ad individuare la mira dei suoi occhi”. Ondeggiava silenziosamente e stranamente, non aveva la falce, poi non gli si muoveva neppure una fibra del suo drappo nero, né gli si muoveva nulla di quello che ci poteva essere di sotto. Ero rapito, ma non tralasciavo nulla di questo che stavo facendo, anche quando, ad un dato momento, sembra essere uno straccio sporco tenuto in sospensione da un vento, di… -“morte”- direi.

Morte, che fai, esclamo!? – e lei non risponde, quindi insisto: hei, che fai lì!? E senza attendere risposta, mi dico interrogandomi: ma non ha la falce!?

A quel punto Morte acquisisce pienezza tridimensionale e mi risponde in ambito di subsuono, “che rappresenta il nostro modo di comunicare”: gli organismi umani, sono così tanto affezionati ad una falce che li accetta, che a nessuno di voi viene in mente quanto non sia necessaria a nulla, la falce, se non a fornirvi gli spaventosi incubi di cui avete tanto bisogno per accettarne l’evento. Come vedi tu non hai più bisogno di vedere una falce nelle mie mani per identificarmi, quindi non è neppure il caso che tu gli dia un’interpretazione che non ha senso, come quella che credo abbia elaborato a tuo favore. Non ha la falce, quindi non mi debbo preoccupare, perché non mi taglia in due trasversalmente, vero no?

Cavolo, Morte, quanto parli!, e se è vero quello che dici sulla falce, però il fatto che mi hai parlato così vorrà pur dire qualcosa, vero no? Poi visto che non mi rispondeva aggiungo: hai ragione Morte, la falce non vuol dire nulla, ma quando ti vedo, la prima battuta viaggia sulle ali del ragionamento logico, che poi non ha proprio nulla di logico, però il fatto che non avevi la falce, mi ha tranquillizzato comunque, e al di là di ogni interpretazione il mio corpo neurosensoriale si è equilibrato, un poco…, solo un poco, …tantino così, dico allungando la mia mano destra ed indicandogli il mezzo millimetro che si trovava tra il mio dito indice e quello pollice, sperando di vederla sorridere, -macché!…-.

A conti fatti, continuo io, credo di cavarmela, per una serie di valutazioni neurosensoriali, poi scatta dalla mia rete neurale un atto di creazione e si forma vicino a Morte una sedia di energia con tanto di braccioli, in sostanza una specie di poltroncina, dove la invito a sedersi. In un solo momento Morte si siede e la sensazione è che si trovi bene lì, con me.

Sentite poi cosa fa? Morte mi dice, è un vero piacere venirti a trovare, “parlatore”.

Cacchio…, “mi chiami parlatore”, certo che sai…, che i GR…, geni regolatori, mi chiamano il “parlatore”, è ovvio, che scemenza -“intendendo da parte mia di non averci pensato subito”-.

-“Un chiarimento necessario: dovete sapere che Morte è un software che accomuna e si accomuna con lo IEEPIntenseEnergeticEvolutionalPrecursory”, il precursore energetico rilasciato dall’EOS per ogni organismo esistente in questo universo. Quindi il passo successivo è quello di formare le eliche del Dna, che funziona sulla base primaria dei GR geni regolatori. La telefonata effettuata al CEG“ConsorzioEnergeticoGeni”, e la comunicazione con il centralinista gene Pilotta, è stata postata precedentemente e poiché è lunga non dovrebbe essere difficile trovarla e se lo gradite ripercorrerla”-.

Morte emana divertimento, per come può emanarlo… lei!, poi dice: ehi parlatore!, sai… non ti sono affatto arrivata davanti allo scopo di crearti qualche oscuro presentimento, che visto e considerato non ti ha neppure sfiorato, ma sono qui per mio schietto diletto. Me lo posso consentire proprio perché tu sei il “parlatore”, il primo “parlatore”, da quello che so dai geni regolatori, che sono sempre in fibrillazione per ogni tua comunicazione. A proposito ho visto che li hai attivati poco fa, non è vero?

Ci credo, “dico a Morte tutto d’un fiato!!”, direi!, appena ti ho visto fluttuarmi davanti. Hei, -“ho detto velocemente ai GR”- Bdg, Bdg, Cob, Cob, rispettivamente blocco degenere e nuova costruzione organica di quella parte del corpo fisico. In sostanza ho inviato l’in.form.azione “azione che mette la forma” come neurosenso specifico, dall’area del centro cerebrale di controllo, all’area dove lo woho stava effettuando il suo trasferimento energetico.

Hei, parlatore, so bene -“disse Morte”-,  come lo fai il trasferimento, però non barare, perché hai inviato soltanto Bdg, Bdg e basta ai tuoi amici GR, che scattano come lepri, appena apri bocca, si fa per dire, “parlatore”.

Sapessi…, Morte, che piacere che mi fai, quando sento che mi chiami “parlatore”!.

Non esagerare!…, non esagerare!…, se vuoi te lo ripeto ancora, non esagerare!!.

No, no!, basta così, non ti ripetere mai con me…, non ce n’è bisogno, poi sorrido e gli dico: sai Morte, non so se sono stati i fitoaromatici o la tua presenza, ma per un paio di gradi su dieci, l’infiammazione coronarica è calata.

Certo parlatore, ci manca solo che mi trasformi in una guaritrice. E’ proprio vero che sei un parlatore, come dicono gli organismi in genere “un vero chiacchierone”.

Dai Morte, dico veramente, è calata…, un poco, l’infiammazione -“poi spingo l’imballo respiratorio alla verifica, ma è ancora tutto lì, come prima”-. Il fatto è che io mi trovo in una strana situazione, perché mano mano che il colloquio con Morte va avanti, mi sento sempre più coeso, ma questo me ne guardo bene dal dirglielo. Nel frattempo Morte, che ovviamente sa tutto quello che mi passa nella rete, si sposta con tutta la sedia e si sistema al lato sinistro della grotta, poi mi invita a fare quello che devo fare.

Allargo le gambe in divaricata e mi distendo sulla gamba sinistra, mantenendo sempre un implacabile “woho aperto” sulla coronarite, poi proseguo, a destra e al centro, quindi rientro e guardo Morte, ma mi fermo sul suo mantello nero, che non è più un oggetto tridimensionale ma è divenuto un autentico portale di entrata sull’universo. Posso vedere lì a poca distanza tutta la nerescenza dell’universo e i colori in movimento, formati dai gas e dai venti di radiazione sincrotronica delle stelle…, tutto quanto lì dentro. Praticamente il corpo di Morte se così si può chiamare, non c’è e c’è un pezzo di universo, come una finestra delineata sulla sua figura, con nello sfondo miliardi di puntini luce e dentro ognuno di loro, di quei puntini, masse gassose di incredibili colori e anche un’infinito numero di stelle.

Mentre mi preparo alle due spaccate laterali delle gambe, ho nella rete quella visione che si mantiene indelebile e solo in quel momento mi rendo conto che Morte non c’è, non c’è più sulla sedia e sono di nuovo solo. Mi manca molto, eppure allo stesso tempo, non ho alcuna intenzione di farmi mancare tanto altro, e gli incontri vanno bene così, proprio bene così, soltanto di questo tipo…, forse al momento!.

Lascio la grotta e risalgo sulla postazione da dove mi appresto a scendere nella polla, poi apro uno woho e rientro reinserendomi nel mio corpo fisico. Di li a poco mi dispongo a fare le pratiche in doppio tra HISB e BOSN, e non dico di averle effettuate a pieno ingaggio, ma opero all’80% circa della potenza abituale. Non è certo per l’aspetto della temerarietà, che faccio questo, ma è per la natura di queste cose, che invita continuamente ad essere sempre in avanscoperta…, e produrre dati significativi, DACS di conoscenza all’evoluzione individuale del collegamento diretto con l’energia.

La seduta è comunque produttiva ed il mio stato rimane stabile, poi assumo un’altra dose di fitoaromatici, lievemente diversa da quella che indicai in uno dei precedenti post, comunque mi rendo conto che la zona infiammata non si è espansa ed è meno acuta, pure se l’area non è regredita. Durante la notte migliora tutto e nella mezza giornata successiva rimane un rimasuglio e per il momento non posso dirvi altro, va bene così.

Rimane però lo stupore e la bellezza, la meraviglia di questo pianeta, poi inqualificabile rimane tutto quello che si vede senza l’ausilio dell’organismo, intendo quello che si fa e si vede da energia ad energia, direttamente.

Potete credermi, quando si sta lì, con la morte, si sta lì con la morte, checché se ne dica.

Credo di andrò a rispolverare la seconda telefonata al CEG, il Consorzio Energetico Geni e se la riterrò valida e di utilità per voi in questo momento, la comunicherò con uno dei prossimi post. Per il momento chiudiamo e a presto.

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